Comm.Vang.17°B rom.29-7-18 PDF Print E-mail
Written by Ileana Mortari   
Thursday, 12 July 2018 05:47

 

29 luglio 2018 XVII° domenica B – Rito romano

“Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì”

(Giovanni 6,1-15)

di padre Giorgio Bontempi

Tematica liturgica

Con questa domenica la liturgia sospende la lettura del Vangelo di Marco e inizia la lettura del 6° capitolo del vangelo di Giovanni. La lettura del testo giovanneo si prolungherà fino alla XXI domenica. Successivamente verrà ripresa la lettura del Vangelo di Marco.

Il testo evangelico odierno è Gv 6,1-15. Narra il miracolo della moltiplicazione dei pani. Quale significato può avere questo gesto di Gesù? Le parole del racconto legano l’episodio all’Eucaristia e contemporaneamente narrano il fatto come adempimento di un gesto profetico del passato: la moltiplicazione dei pani fatta da Elia (2°Re 4,42-44). Si tratta di un gesto che risponde alla fame della gente, adempie la promessa della Parola e anticipa il gesto del Maestro.

Dimensione letteraria

La liturgia sopprime l’espressione biblica «dopo questi fatti» (gr. metà tàuta), espressione giovannea senza particolare significato teologico, e fa iniziare la pericope di Gv 6,1-15 con la dicitura classica «In quel tempo, Gesù andò all’altra riva». Per il resto, testo biblico e testo biblico - liturgico si equivalgono.

La pericope può essere letta secondo una scansione in sei medaglioni: lo scenario (vv. 1-4), la prova di Filippo (vv. 5-7), il dialogo con Andrea (vv. 8-10), il miracolo (v. 11), la raccolta degli avanzi (vv. 12- 13), il rifiuto della regalità umana (vv. 14-15). La moltiplicazione dei pani, che occupa essenzialmente un solo versetto, va capita tenendo presente alcuni elementi ben precisi che ne costituiscono il contesto.

Esegesi biblico - liturgica

a. Lo scenario (vv. 1-4) presenta la folla che segue Gesù non per il suo messaggio o per la sua persona, ma solo «per i segni che faceva sugli infermi». In questa situazione Gesù compie un gesto simbolico: «Salì sulla montagna», come Mosè. Gesù è la nuova guida per la nuova Pasqua. Non a caso c’è l’accenno alla «molta erba», che allude sia all’esodo («pascoli erbosi» dove Dio - pastore fa riposare le pecore del suo gregge - Sal 22) sia al tempo messianico (il deserto sarebbe germogliato; cf. Is 35,lss).

La domanda di Gesù a Filippo apre la pericope della prova (vv. 5- 7). Filippo, infatti, ragiona secondo il criterio dell’autosufficienza e tale criterio si amplifica nel dialogo tra Filippo e Andrea (vv. 8-10). Filippo e Andrea rappresentano tutto ciò che l’uomo autosufficiente può fare di fronte a un caso disperato.

b. I cinque pani d’orzo e i due pesci secchi sono il cibo dei poveri. Da questa povertà nasce il miracolo, che viene narrato con parole di valore «eucaristico». Gesù «prende i pani» (espressione sinottica dell’ultima cena), «rende grazie» (eucharistèin = è il verbo dell’eucaristia) e «distribuisce» (richiama l’espressione dell’ultima cena lucana, «lo diede loro» - Lc 22,19).

 

 

Il Gesù di Giovanni non si fa aiutare dai discepoli. Egli è l’unico dispensatore di ogni grazia, di ogni messaggio divino e, infine, di se stesso. Nella sinagoga di Cafarnao, Gesù affermerà con forza di essere lui a dare il pane di vita (cf. Gv 6,27.51-52).

c. Nulla deve andare perduto. Si tratta di una allusione — secondo alcuni studiosi — alla cura della raccolta dei frammenti eucaristici. Si tratta — secondo altri — della raccolta dei discepoli perché non si perdano oppure dell’unità della Chiesa attraverso l’eucaristia (la Didaché usa l’immagine della raccolta dei frammenti eucaristici per indicare l’unità della Chiesa).

Gesù rifiuta la regalità (vv. 14-15): egli è il «Profeta come Mosè» che deve venire (Dt 18,15-18), ma non è il re dei giudei. Si ritira sulla montagna «tutto solo» perché i giudei non hanno capito né lui né la sua opera.

Il miracolo della condivisione

Moltiplicazione dei pani? Il termine «moltiplicazione» qui non solo è impreciso, ma fuorviante. Moltiplicare è un verbo che si presta ad altre operazioni, che riguardano investimenti, capitali, azioni ed obbligazioni. Si possono moltiplicare i soldi, gli utili, i guadagni, in modi più o meno leciti, ma non il pane. il pane non può essere che spezzato, condiviso, distribuito.

Ed è proprio quello che fa Gesù: «Prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì». Il miracolo sta proprio qui: quei cinque pani d’orzo e quei due pesci, distribuiti ad una folla, riescono a saziare tutti, tanto che ne avanzano anche dodici canestri.

Non si tratta di un pane «comprato»: la domanda che Gesù rivolge a Filippo vuole solamente mettere alla prova la sua fiducia. Del resto anche il «comprare» ha un limite: ci vorrebbe una somma considerevole, spropositata per gente povera come Gesù ed i suoi.

Non ci sono dunque acquisti. Ma all’origine di tutto c’è un dono: un ragazzo che mette nelle mani di Gesù quello che ha portato per il suo desinare. Un‘offerta irrisoria davanti ad una folla affamata. Eppure Gesù parte proprio da questo regalo per compiere il miracolo, per offrire un segno prodigioso e consolante. Ciò che sembra quasi nulla, una volta spezzato e distribuito, diventa una quantità enorme di pani e di pesci, al punto che la gente mangia a sazietà.

Non moltiplicazione, dunque. Non operazione magica, ma gesto consueto in ogni famiglia, gesto abituale tra persone che si vogliono bene e vogliono spartire quello che hanno.

Gesto che diventa un segno messianico perché rende visibili quei tempi nuovi in cui alla penuria subentra la sazietà, all’egoismo la generosità, alla difesa ostinata della proprietà il dono, all’accaparramento l’offerta.

Gesto che, ripetuto, porta con sé, intatta, un‘efficacia miracolosa. Quante volte i missionari ci raccontano storie che riecheggiano ciò che accadde quel giorno, nella zona del lago di Tiberiade! Quando i poveri condividono — e solo i poveri sanno mettere insieme senza secondi fini — allora si realizza ciò che era considerato fino ad allora impossibile, allora la solidarietà mostra la sua forza trasformante, prodigiosa.

E’ un gesto che non può essere legato solo al soddisfacimento di bisogni immediati. C’è, come sempre, chi punta solo alla pancia piena ed è disposto a fare di tutto per risolvere senza fatica i suoi problemi di ogni giorno. Ma Gesù vuole far intravvedere altro. Non è questione solo di pane e di pesci: qui si tratta di comprendere la sua identità e la strada che ha scelto per rivelare l’amore di Dio, perché è Lui il Pane che verrà spezzato per la salvezza del mondo.

 

 

Last Updated on Thursday, 12 July 2018 05:49
 


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