Comm.Vang.7°d.Pent.B ambr.8-7-18 PDF Print E-mail
Written by Ileana Mortari   
Thursday, 12 July 2018 05:38

 

8 luglio 2018 VII° domenica dopo Pentecoste – Rito ambrosiano – Anno B

La vita eterna è conoscere Dio e Gesù Cristo

(Giovanni 16,33-17,3)

di Ileana Mortari

La pericope odierna è costituita da soli 4 versetti, che tuttavia per collocazione e significato hanno una grandissima importanza.

Anzitutto è bene aver presente il contesto letterario. Ci troviamo nel “blocco” dei capp.13-17, sezione con una sua unità ben precisa, nella quale Gesù dà l’esempio dell’amore fatto servizio (13,1-38), conforta la fede e l’amore della comunità con la promessa dello Spirito (14,1-31), esorta all’amore e alla fede senza essere del mondo (capp.15 e 16), prega il Padre per i suoi (17,1-26).

Particolarmente interessanti sono i vv.2-3 del cap.17:

2[Padre], Tu hai dato al Figlio potere su ogni essere umano, perché Egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.”

Dio ha conferito a Gesù il potere di dare la VITA ETERNA agli uomini. Ma che cos’è la vita eterna? Eterno in greco è “aionos”, il quale deriva da “aiòn”/”eòn” e indica quel particolare “tempo-spazio” senza tempo né spazio che appartiene a Dio.

Ora, solitamente, quando pensiamo alla vita eterna, la immaginiamo come un prolungamento della vita solo spirituale, in una contemplazione statica, in un tempo senza fine, sempre uguale, e magari anche un po’…….noioso!

Nulla di questo nei vangeli e soprattutto in Giovanni, secondo il quale non occorre attendere la morte per avere la vita eterna; essa si realizza già qui sulla terra, nel momento in cui si aderisce al Messia. Chi Lo accetta e Lo segue, è già nella luce; chi Lo rifiuta resta nelle tenebre. Il giudizio finale non sarà altro che l’esplicitazione di ciò che ogni uomo sarà stato nella sua esistenza terrena.

Non a caso nella celebrazione del Battesimo si afferma che “la fede dona [verbo al presente] la vita eterna”; ciò significa che questo dono dato dalla fede si ottiene subito: il battezzato entra immediatamente nella condizione-dimensione dell’eternità.

La “vita eterna” consiste nel “conoscere” il Padre e Gesù (v.3).

E’ noto che il “conoscere” biblico non indica solo il livello intellettuale, ma anche la dimensione pratica e affettiva, al punto che denota pure l’atto coniugale. Osserva Mons. Ravasi: “A proposito della conoscenza di Dio si ha, certamente, una possibilità naturale e razionale di giungere a Lui, come dice Sapienza 13,5: <Dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l’autore”. Tuttavia, per avere una conoscenza più intima e profonda, è necessario che Dio stesso si riveli, ossia si faccia conoscere. Ed è proprio questa la missione del Figlio: “…[.Lui], che è nel seno del Padre, lo ha rivelato” (Giov.1,18)”

Inoltre, se in genere nella Bibbia gli aggettivi “unico” e “vero” sono applicati a Dio per distinguerlo dagli dei pagani, per Giovanni l’ “unico vero Dio” ha una connotazione speciale: è quel Dio (l’unico Dio) che è conosciuto solo per mezzo del Figlio suo e nel Figlio suo, Gesù Cristo, così che chi non riconosce il Figlio non può nemmeno dichiarare di conoscere il vero Dio.

Tuttavia, se abbiamo visto che in Giovanni vita eterna è conoscere il vero Dio e il Figlio da Lui inviato, “Pane di vita eterna” (l’Eucarestia!) e ha inizio con il battesimo, è anche vero che l’espressione “vita eterna” indica pure ciò che ci aspetta dopo la morte, e che – come già accennato prima – non dobbiamo immaginare come un nebbioso e noioso interminabile futuro.

Se si paragona lo svolgimento del tempo a una linea orizzontale, l’eternità sarebbe una linea verticale: la permanenza estatica di un presente per cui tutto è allo stesso tempo, senza che il tempo passi. E’ difficile per noi rappresentarci tale situazione, visto che tutta la nostra esperienza si svolge nel tempo. Ma possiamo tentare di avvicinarci pensando a tutte quelle volte che

vorremmo veder durare per sempre un’esperienza di gioia intensa, che ci porta fuori da noi stessi e dalle nostre preoccupazioni! “Vita eterna” futura vorrà dire ritrovare tutti questi momenti straordinari nell’oceano della vita divina, dal momento che Dio sarà “tutto in tutti” (1° Cor.15,28).

La vita eterna non potrà essere statica, perché anzitutto è VITA e, anche se non possiamo dire più di tanto perché per noi rimane comunque un “mistero”, probabilmente questa VITA ripresenterà gli stessi dinamismi che ben conosciamo. Le relazioni umane quindi continueranno ad essere centrali anche nell’altro mondo, con la differenza dovuta al fatto che quello che siamo ora è destinato a raggiungere la propria perfezione, perchè ogni uomo troverà il suo compimento e la sua verità in Cristo. Così, ad esempio, la comunicazione sarà più trasparente; il linguaggio non avrà più zone d’ombra o ambiguità e, finalmente, le relazioni con gli altri saranno autentiche.

La Scrittura utilizza due registri per evocare tale realtà che ci aspetta:

-Il registro coniugale. Dopo essersi fatto aspettare a lungo, lo sposo tornerà (cfr. Mt.25,1-23).

Un grido risuonerà: “Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello” (Ap.19,9)

Nel suo sguardo ciascuno scoprirà finalmente con quale immenso amore è stato amato da sempre.

-Il registro politico. Il cielo sarà come una città armoniosa nella quale tutti i cittadini si sentiranno pienamente riconosciuti. Nessun malinteso, nessuno sguardo di disprezzo o di indifferenza. Non ci sarà egoismo, invidia, cattiveria, ma solo carità, gioia, pace.

Ci renderemo conto della risonanza eterna di tutti i gesti d’amore che avremo fatto durante la nostra vita terrena. Vedremo che niente è andato perduto, e non finiremo mai di ringraziarci a vicenda per tutto quello che dovremo gli uni agli altri. Non solo, ma, come dice S. Tommaso d’Aquino, ognuno avrà tutti i beni di tutti gli altri beati.

Chiesa, popolo di Dio e umanità si identificheranno. L’Emanuele (= Dio con noi) tergerà ogni lacrima dai nostri occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate.

Saremo immersi in Dio, lo vedremo, faccia a faccia, come è; e con Lui gioiremo della presenza di tutti i nostri cari………….e finalmente avremo una risposta ai tanti interrogativi rimasti inevasi durante la vita terrena!

Nell’attesa di questo incontro, non dimentichiamo che, come ci ha ricordato Giovanni, la “vita eterna” inizia già da qui, nella comunione con Dio; ha le sue basi in una vita umana pienamente realizzata, in un impegno serio e responsabile verso il creato e i fratelli, in un sereno mettere a frutto i nostri talenti.

 

Last Updated on Thursday, 12 July 2018 05:40
 


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