Non c'è eroismo nel celarsi dietro la droga PDF Print E-mail
Written by Ileana Mortari   
Wednesday, 06 June 2018 07:37

 

NON C’E’ EROISMO NEL CELARSI DIETRO LA DROGA

Lettera inviata al Corriere della Sera e pubblicata il 9 maggio 2018

Sono una madre, nonché medico di una comunità per tossicodipendenti.

Sono annichilita dalla crescente campagna per la liberalizzazione della droga definita “leggera”.

 

Nel mio lavoro vedo i danni che le droghe procurano senza eccezioni né sconti dovuti all’accampata derivazione naturale o alla bassa tossicità.

 

Mi sforzo di trasmettere che non ci sono droghe poco dannose, e che qualsiasi sostanza assunta con lo scopo di alterare le percezioni e il pensiero, è pericolosa, crea dipendenza.

 

Ora mi sento sconfitta. Tanti giovani consumano cannabis e derivati, e tanti genitori sanno che i figli consumano erba, hashish, marijuana, o altro. E non si dica, per sedare le coscienze, che si è sempre fatto.

 

Un tempo chi fumava erba era cosciente di commettere un reato e l’uso aveva il senso di sfidare il sistema in quegli anni in cui si lottava per sovvertire le regole.

 

Ora i giovani sono convinti che l’uso della cannabis non causi alterazioni cerebrali, non dia dipendenza e non provochi sindromi amotivazionali e l’uso viene fatto per noia, per moda o per disperazione.

 

Di fronte a una cultura che inneggia all’uso di “droga leggera”, chiedo un aiuto a chi può avere un ascendente sul modo di pensare dei giovani.

 

Non c’è eroismo nel nascondersi dietro qualche foglia d’erba: il vero eroismo è affrontare quello che proviamo e gestirlo lucidamente senza paura della vita. Maria R.

 

Last Updated on Wednesday, 06 June 2018 08:57
 


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