Vang.f.giov.2°Pasqua rom.e ambr.B 8-4-18 PDF Print E-mail
Written by Ileana Mortari   
Wednesday, 04 April 2018 08:27

 

Breve riflessione sul vangelo festivo per giovani

8 aprile 2018 – 2° domenica di Pasqua ciclo unico A B C – Rito romano e ambrosiano – Giovanni 20, 19-31

di Ileana Mortari

 

Il vangelo odierno ci presenta la nota figura di Tommaso, l’apostolo che vuole “toccare con mano”, per credere a Gesù risorto. Umanamente egli personifica un bisogno che pare logico e più che ragionevole: se si può verificare di persona, perché credere “sulla parola”? non è meglio fare soggettivamente un’esperienza? Non dà forse più sicurezza?

 

Questo è vero in molti casi e riguardo a molte certezze, ma non sempre e non per tutte. Ci sono realtà di tipo spirituale, che non si possono “toccare con mano”: che cosa fa di un ammasso di calce e mattoni, una “casa”? Un’idea di costruzione, cioè un fatto eminentemente spirituale.

 

Analogamente, è forse possibile “toccare con mano” l’amicizia, pesare su una bilancia l’amore, misurare con un metro la commozione? Evidentemente no; certe esperienze si affidano unicamente alla nostra percezione interiore, non sensibile.

 

E’ così vero tutto questo che, anche quando ha la possibilità concreta di mettere la mano nel fianco squarciato di Cristo, Tommaso non ha più bisogno di farlo. Grazie alla straordinaria magnanimità di Gesù, segno del Suo amore per lui, l’apostolo ha raggiunto la certezza interiore di trovarsi di fronte al “Mio Signore e mio Dio!” ed è sopraffatto dalla gioia, un’esperienza questa mille volte più certa del mettere le sue dita nel segno dei chiodi.

 

Last Updated on Wednesday, 04 April 2018 08:29
 


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