Vang.f.giov.penult.d.Epif.ambr.B 4-2-18 PDF Print E-mail
Written by Ileana Mortari   
Wednesday, 31 January 2018 09:15

 

Breve riflessione sul vangelo festivo per giovani

4 febbraio 2018 – Penultima Domenica dopo l’Epifania – Anno B - Rito ambrosiano Luca 7,36-50

di Ileana Mortari

L’episodio di Luca illustra efficacemente il tema del peccato-perdono.

Il Figlio di Dio si è incarnato per incontrare gli uomini peccatori e liberarli dal peso del loro peccato. In tal senso Egli è venuto anche per ciascuno di noi. Ma noi ci sentiamo davvero peccatori? E' noto che nella società secolarizzata che caratterizza il nostro tempo a partire dalla 2° metà del secolo scorso il senso del peccato viene spesso confuso o identificato con il senso di colpa e questa è una delle tante cause di un certo abbandono del Sacramento della Riconciliazione (o confessione).

Tentiamo allora di chiarirci le idee. Se il senso di colpa assale ogni volta che infrangiamo una regola o spezziamo un'armonia col nostro comportamento cieco ed egoistico, ben diverso dovrebbe essere il "senso del peccato": questo consiste sì nell'infrangere una legge nell'ambito del cristianesimo (i dieci comandamenti, i precetti della Chiesa, etc.), ma questa legge non è tanto un'anonima serie di comandi a garanzia di un ordine sociale, è piuttosto il dono straordinario che Dio ha fatto al suo popolo a partire da Mosè sul Monte Sinai, perchè gli uomini potessero vivere in comunione tra loro, nella serenità e nella felicità. E' solamente per il loro bene che Dio formula una legge (in ebraico: "torah" = rivelazione, insegnamento, istruzione) e la Scrittura abbonda di esempi in cui si coglie tutto ciò; pensiamo alla parabola del Figliuol prodigo (Luca 15,11-32), dove il protagonista paga assai caro l'aver infranto una legge fatta per il suo bene e dove soprattutto emerge con forza l'incredibile amore del padre (cioè Dio) che non solo non rimprovera lo scapestrato, ma lo colma di onori e attenzioni, per la gioia di averlo ritrovato sano e salvo. Allora peccare è anzitutto venir meno alla fiducia in Dio, tradire il Suo amore, che è sempre più grande del nostro peccato, per quanto grave esso sia.

E, se pensiamo che il più grande e il primo dei comandamenti è "amare Dio con tutto il cuore" e "amare il prossimo come se stessi" (cfr. Matteo 22, 37-40), ci rendiamo conto che siamo sempre in debito con il Signore, pochi o tanti siano i nostri peccati da confessare; non solo, ma per essere aiutati a prendere coscienza dei nostri errori ci è pure dato un grande dono: la Parola di Dio (come si può vedere dalla proposta di "esame di coscienza alla luce della Parola di Dio" che si trova nel sito www.chiediloallateologa.it , in Home a sinistra sotto Download).

 

Last Updated on Wednesday, 31 January 2018 09:19
 


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