Vang.f.giov.2°rom.B 14-1-18 PDF Print E-mail
Written by Ileana Mortari   
Wednesday, 10 January 2018 16:44

 

Breve riflessione sul vangelo festivo per giovani

14 gennaio 2018 – 2° Domenica rito romano – Anno B –

Giovanni 1,35 - 42

di Ileana Mortari

Il brano giovanneo che la liturgia ci propone oggi viene comunemente indicato come “la chiamata dei primi discepoli” da parte di Gesù. Chiamata è sinonimo di VOCAZIONE. Ora, che cosa si intende per “vocazione”?

In passato essa era identificata con la chiamata alla vita religiosa o al sacerdozio (il tale o la tal altra hanno avuto “la vocazione” – si diceva); ma da tempo è caduta questa identificazione e per “vocazione” si intende la chiamata ad uno “stato di vita” definitivo: il matrimonio, il sacerdozio, la vita religiosa, la consacrazione laicale.

Qualcuno si potrebbe chiedere: ma chi non rientra in nessuno di questi “stati di vita”, che vocazione ha? A che cosa è chiamato? Diciamo subito che, al di là delle condizioni ricordate, ogni uomo e ogni donna sono “chiamati” da Dio Padre, anzitutto alla fede, in secondo luogo alla sequela e alla comunione con il Figlio Gesù. “La vocazione dell’uomo – evidenzia padre Ermes Ronchi, dei Serviti di S. Carlo a Milano – è avere la vita in pienezza e tutte le scelte sono risposte diverse a questa vocazione unica per tutti……..La vocazione è un piacere e, sebbene a volte possa essere faticosa, è una gioia.”

E il grande maestro Carlo Maria Martini aggiunge: “La vocazione è risposta alla domanda: “Mi ami tu?” e cioè: “Ami tu il Signore fino in fondo, e sei pronto ad assumerti la responsabilità di altri, nel modo che tu, con l’aiuto di Dio, scoprirai?”

 

Last Updated on Wednesday, 10 January 2018 16:45
 


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