Quel misterioso intreccio tra bene e male
Written by Ileana Mortari   
Thursday, 18 January 2018 10:59

 

NEWSLETTER “ALLA RICERCA DELLA VERITA’ “ N.50 del 17-1-18

di Ileana Mortari

[NOTA IMPORTANTE: poiché da poco ho realizzato che sono ormai un centinaio le persone di mia conoscenza che per varie ragioni – non solo l’anzianità – non dispongono di un computer o di uno smartphone, ho deciso che, con l’aiuto di un collaboratore, potrei fare avere le Newsletter (ed eventualmente altro) in forma cartacea. Pertanto, se sapete di persone nelle suddette condizioni e interessate a leggere i miei scritti, che a quanto vedo trovano buoni riscontri, potete inviarmi i loro indirizzi postali e provvederemo. Grazie]

QUEL MISTERIOSO INTRECCIO TRA BENE E MALE

C’è un parabola del vangelo di Matteo (cap.13) che illustra molto bene questa realtà: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?....”Un nemico ha fatto questo!” e i servi “Vuoi che andiamo a raccoglierla?” “NO – rispose il padrone – perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano…..

Bene e male sono di fatto coesistenti e intrecciati nel corso della nostra vita e della storia umana ed è impossibile separarli nettamente (il commento completo di questa parabola si trova nel mio sito www.chiediloallateologa.it alla voce “vang.fest.” posta nella barra verde in alto; basta cliccare su di essa e scendere fino al n.56)

Viene spontaneo pensare che il bene dovrebbe attrarre più del male e invece si constata per lo più il contrario. E’ noto che i bimbi lasciati allo stato brado fanno più cose negative che positive, se nessuno insegna loro quali sono queste ultime.

Ora, quello che mi sembra più preoccupante nel nostro periodo è il fatto che, a differenza di un tempo, oggi spesso e volentieri non si è più in grado di distinguere il bene dal male, o addirittura si chiama bene quello che in realtà è male. In tutto questo evidentemente è implicata la COSCIENZA: parola poco presente nei social e soprattutto nella vita quotidiana. Il termine indica in generale la consapevolezza che il soggetto ha di sé, dei propri contenuti mentali, e della capacità di relazionarsi con gli altri. Più precisamente, designa il sentimento che ogni individuo ha dei valori morali, e quindi la capacità di distinguere tra il bene e il male, aspirando al primo e lottando contro il secondo. Ma non è così; la capacità di seduzione del male è altissima.

Basta aprire un giornale qualsiasi e siamo letteralmente assediati da notizie tremende, una più spaventosa dell’altra. Ne ho scelta una forse meno nota ai social, ma non meno angosciante.

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CHI FERISCE È UN UOMO, NON UN PROIETTILE di M. Patriciello (Avvenire 27-12-17)

“Ferito alla testa da un proiettile vagante”. È notte fonda quando, alla fine della Messa della notte di Natale, apprendiamo la notizia che a Parete, paese in provincia di Caserta, un quattordicenne è stato gravemente ferito alla testa mentre si trovava in piazza con gli amici. Comprendiamo subito…..Questa assurda e stupida consuetudine da parte di qualcuno di impugnare le armi nei giorni di Natale e sparare a casaccio non vuol morire…. Pur sapendo di poter provocare sofferenza e morte agli innocenti, pur coscienti di correre il rischio di rovinare la vita a se stessi e agli altri, c’è chi proprio non resiste alla tentazione di afferrare la pistola e sparare proiettili “ vaganti”. Quando il male è tanto sciocco ed evitabile, scatta in noi una sorta di difesa inconscia che si intromette anche nel linguaggio. Il pensiero allora non va alla mano assassina ma alla pallottola vagabonda che decide di porre termine alla sua folle corsa…… Il colpevole, ne sono convinto, attorniato da parenti e amici, in queste ore sta maledicendo la malasorte. Lui non voleva, erano anni che non prendeva in mano quella maledetta pistola. Poi, “quando il diavolo ci mette la coda”, quando una cosa “deve” accadere. E la colpa viene catapultata sul destino infame, il fatalismo, la sfortuna, la iella. “È successo tutto all’improvviso, il colpo è partito, inavvertitamente. Ancora nessuno riesce a capacitarsi”. E via di questo passo….. Motivazioni sciocche, dolore vero. Superficialità imperdonabili, vite distrutte. Si chiama Luigi, il ragazzo che, in coma farmacologico, sta tentando di strappare alla morte la sua bella e irripetibile vita…….. Ma perché gli uomini mettono la museruola alla loro intelligenza? Perché tante volte decidono di abdicare alla ragione, al buon senso, all’antica e sempre necessaria virtù della prudenza? Luigi non è stato colpito dalla cattiveria umana, dalla sete di vendetta da parte di un nemico. No, a ridurre questo caro giovane in fin di vita è stata l’ incapacità di qualcuno a gestirsi, a divertirsi……….. Perché esplodere colpi di pistola la notte di Natale e Capodanno? Per impaurire, fare i gradassi, dimostrare agli amici quanto si è bravi……. Tra tanta sofferenza cui non sappiamo o non possiamo porre rimedio, quella inutile, sciocca, evitabile, è veramente insopportabile. Quando impareranno gli uomini a capire che ogni parola pronunciata, ogni azione, ogni decisione presa, nel bene e nel male, si riversa anche sugli altri ?” %%%%%%%%%%

E non si tratta di un fatto isolato, perché purtroppo il 18 dicembre, a Napoli, un diciassettenne viene circondato da 4 minorenni e, senza alcun motivo, viene accoltellato: 20 pugnalate all’addome, a al petto, alla schiena. Il ragazzo è tornato a scuola lunedì 15-1 per qualche ora e dichiara: “Chiedo alle istituzioni di usare il pugno duro; tolleranza zero! Ma questo da solo non basta: l’impegno più gravoso tocca alla società civile, bisogna avere tutti una maggiore consapevolezza.

Non solo, ma proprio nei giorni delle feste appena trascorse sono accaduti almeno altri tre episodi raccapriccianti, di giovani gang che, ancora senza un motivo, solo per noia e divertimento incosciente, si sono accaniti su adolescenti riducendoli quasi in fin di vita. Vedi un articolo sulla mia pag. Facebook.

Il card. Sepe (di Napoli), il giorno dell’Epifania, ha lanciato un appello affinchè “si faccia rete per creare un tavolo permanente, ma soprattutto perché chi ha visto l’aggressione fatta al 17enne Arturo collabori con le forze dell’ordine.

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Giovedì 25-1 alle 17.00 nell’Auditorium dell’Umanitaria (via Daverio 7), sarà proiettato il documentario Alla ricerca delle radici del male di Israel Cesare Moscati. Un viaggio in alcuni dei luoghi simbolo della dolorosa memoria del Novecento: dal campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, al campo di concentramento di Plazow, alla pace del bosco di Niepolomice, in Polonia, il “Binario 21” di Milano, da cui partiva il treno dei deportati alle Fosse Ardeatine a Roma, simbolo della Resistenza al nazi-fascismo. Storie di donne e di uomini che hanno subito il male più atroce, assoluto, raccontate da figli e nipoti, vittime anch’essi del dolore.

 

II° - IL BENE

La logica del bene è nel gesto minimo che tiene in piedi la storia”. Lo ha detto l’arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, l’11 novembre scorso, durante l’incontro annuale dell’Associazione Medici con l’Africa Cuamm, per affrontare il tema delle sfide per la salute di mamme e bambini in Africa. Facciamo nostre queste parole dell’Arcivescovo e nel nostro piccolo o grande ambito compiamo con amore i nostri gesti di pace e di amore. Le occasioni non mancano certamente! Ne elenco alcune a titolo esemplificativo.

PREMESSA. Alla base di tutto mettiamo il cartello che papa Francesco ha appeso alla sua porta: “VIETATO LAMENTARSI– e questo non è solo un cartello, ma il titolo di un libro di Salvo Noè, San Paolo Ediz., che reca come sottotitolo: “Agisci per cambiare in meglio la tua vita e quella degli altri. Del resto già nel lontano ‘800 il grande Manzoni scrisse: “Si dovrebbe pensare più a far bene che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio!”

A - I CLASSICI “ 2 PICCIONI PRESI CON UNA FAVA”!

Da un anno viene sperimentata nella parrocchia di S. Andrea a Milano (zona Porta Romana) un’iniziativa davvero interessante e, a mio modesto avviso, da imitare.

Considerando che la popolazione studentesca che gravita attorno alla Università Bocconi (Lingue ed Economia e Commercio) è molto internazionale, la parrocchia di Sant’Andrea (nei pressi dell’Università) decide di introdurre l’inglese in una parte della liturgia (quella della Parola) .”In effetti, come racconta don Antonio, che coordina le attività dell’oratorio, «quasi subito ci siamo accorti che la parrocchia rappresenta un punto di riferimento iniziale per qualche ragazzo che ancora non conosce la città. Per esempio, non solo stranieri, ma anche italiani che hanno sempre vissuto in piccoli paesi del centro-sud».

Il risultato è una messa «sperimentale» molto vivace: coro trascinante, almeno due preti in attesa nei confessionali, frequentata dai giovani ma anche dagli adulti. E dopo la benedizione finale soltanto pochi se ne vanno «in pace». Perché c’è 2° momento costruttivo di relazioni nei locali dell’oratorio: l’aperitivo con bibite e cibo, in perfetto stile «apericena» milanese. 3° momento: alle 20,30 inizia l’incontro culturale che il parroco don Umberto organizza ogni domenica dopo l’aperitivo: il 21 gennaio l’ospite sarà il dott. Alberto Rossi, fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale “Il caffè geopolitico”. Laureato in Scienze delle Relazioni Internazionali e dell’Integrazione Europea con una tesi preparata sul campo circa il rapporto Israele-Palestina, parlerà sul tema “Gerusalemme capitale?” Per ulteriori informazioni: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

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B - DONNE CORAGGIOSE. Il premio “International Women Courage Award” istituito nel 2007 dal Governo degli Stati Uniti, viene conferito annualmente a donne di tutto il mondo che abbiano dimostrato un eccezionale coraggio nel difendere la pace, la giustizia, i diritti umani, l’uguaglianza e l’emancipazione femminile, spesso correndo gravi rischi personali. Le premiate per l’anno 2017 sono: Suor Carolin Tahhan Fachakh, delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) in Siria; Rebecca Kabugho, attivista del movimento cittadino LUCHA nella Repubblica Democratica del Congo; Fadia Najib Thabet, attivista per i diritti umani nello Yemen, Natalia Ponce de Leon, presidente della Fondazione “Natalia Ponce de Leon” in Colombia, nata per difendere i diritti delle vittime di aggressioni con l’acido; Malebogo Molefhe, attivista per i diritti umani in Botswana.

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C - ECCO POI ALCUNI TITOLI DELLA RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA (17-1) CHE L’A. C. DI MILANO invia a chi la richiede a This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

Nasce in Diocesi la catena dei minimarket solidali

Con l’apertura dell’Emporio della Solidarietà alla Barona si completa un sistema diffuso e integrato di distribuzione alimentare a persone e famiglie in difficoltà

Giovani, le 10 emergenze che la politica non può ignorare - di F. Barbieri e A. Magnani.

Neet, esodo dei laureati all’estero, invecchiamento della popolazione. La “questione giovanile” dovrebbe essere in cima alle agende dei programmi per le elezioni del 4 marzo, ma per ora si sono registrati pochi annunci (e ancora meno proposte).

I centri culturali del Vimercatese propongono una serie di incontri sul lavoro, di cui il 1° è

Tra presente e futuro: il senso del lavoro e le nostre responsabilità. In dialogo con il prof. Stefano Paleari, Presidente del comitato di coordinamento di Human Technopole. Modera Elisabetta Soglio18-1-18 ore 21 Cine-teatro San Luigi: Via Sergio De Giorgi, 56, Concorezzo (MB)

D - NOVITÀ: IL VIAGGIO IN AFRICA PER ADULTI
Da ormai 5 anni Good Samaritan Onlus organizza un viaggio solidale per
farti scoprire l’Uganda e per farti conoscere i progetti di aiuto nei confronti della popolazione più povera e vulnerabile di Gulu. Il viaggio si svolgerà dall’8 al 25 agosto 2018. Da questo anno abbiamo aperto le iscrizioni non solo ai giovani, ma anche agli adulti che hanno il desiderio di entrare in contatto con la realtà africana per vivere un’esperienza indimenticabile. Se vuoi sapere di cosa si tratta, ti aspettiamo presso la sede del Cesvov Insubria, via Brambilla 15, VARESE SABATO 20-1-18 ore 16,30

III°-DAL MALE DIO PUO’ FAR SCATURIRE IL BENE

C’è nel libro della Genesi una frase davvero basilare a questo proposito: [Giuseppe d’Egitto si fa riconoscere ai fratelli che avevano tentato di ucciderlo e dice loro] “Non temete….Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso”(Gen.50,19-20). Poiché in Israele c’era una terribile carestia, Giuseppe, con le riserve del suo paese di adozione, potè provvedere al sostentamento del popolo ebraico.

Padre Raniero Cantalamessa, in una trasmissione televisiva di qualche anno fa dedicata alla Pasqua, osservò: “Occorre non tanto chiedersi perché e da dove viene il dolore, ma guardarne gli effetti.” Che cosa succede spesso, infatti? Che da un immenso dolore nasce, paradossalmente, qualcosa di bello e di buono. Dal momento in cui Dio, in Gesù, ha assunto su di sé il male, c’è un seme di luce, di vita, di gioia, di eterno, di salvezza nell’ambito del limite e del male stesso. Magari esso non esplode subito, ma lascia tracce e agisce sotto la crosta dura della nostra storia, per condurla, senza dissolverla, a una nuova realtà che il Vangelo annunzia: l’amore di Dio mi protegge non da ma in ogni sofferenza, nell’attesa della vittoria definitiva dell’amore.

E, nell’ottica della fede, questa è una dimostrazione che, se Dio non ci dà spiegazioni razionali del male, però dimostra la sua onnipotenza nell’amore, perché sa trarre il bene dal male.

Attenzione però a non equivocare, perché il male è male e tale resta e dal male non viene alcun bene. E’ necessario venir fuori dalla sua spirale e se ne viene fuori con il compimento del bene. Sta qui l’originalità del messaggio cristiano.

Più di una volta ho saputo di genitori straziati dalla perdita del figlio/a per overdose o per una malattia grave, e che pure hanno trovato la forza di reagire, impegnandosi nel recupero dei tossicodipendenti o dedicandosi a persone che soffrivano della stessa malattia del figlio/a.

Vi cito uno di questi casi, molto significativo. La dottoressa emiliana Andreana Bassanetti, psicologa, aveva una figlia che soffriva di depressione e che a 21 anni si suicidò, gettandosi dal balcone di casa. La madre, prima indifferente al discorso religioso, nella sua immensa sofferenza ebbe modo di incontrare Dio e si convertì, o meglio tornò alla fede, come racconta nel suo bel libro “Il bene più grande” e, addirittura, da quella tragedia, nacque una realtà bellissima. Andreana fondò l’Associazione “Figli in cielo”, che offre aiuto, conforto e sostegno ai genitori che hanno perso un figlio e che si è diffusa tantissimo.

(vedi www.figlincielo.it )

 

Last Updated on Thursday, 18 January 2018 11:07
 

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