VENERDI' SANTO 2015
Written by Ileana Mortari   
Friday, 03 April 2015 18:41

Dal “Corriere della Sera” di giovedì 2 aprile 2015

Estratto dall’articolo “Da Auschwitz alle baraccopoli. Il Venerdì Santo della storia” di Joseph Ratzinger (1973)

Oggi è il Venerdì Santo del XX secolo. Il volto dell’uomo è schernito, ricoperto di sputi, percosso dall’uomo stesso. Il capo coperto di sangue e di ferite….ci guarda dalle camere a gas di Auschwitz, dai bambini stremati nel Vietnam, dalle baraccopoli nel sud del mondo…e il grido di Gesù “Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Risuona nelle nostre orecchie in mille modi: “Dove sei, Dio, se hai potuto creare un mondo così, se permetti che a patire le sofferenze più terribili siano spesso gli innocenti?.....Cosa si può dire? Si tratta al fondo di una domanda che non è possibile dominare con parole e argomentazioni. E’ una domanda che può solo essere vissuta, patita: con colui e presso colui che sino alla fine l’ha patita per tutti noi e con tutti noi; e l’ha trasformata in preghiera.

Ma Gesù non ha solo pregato, ha veramente preso parte alla sofferenza dei condannati, mentre in genere noi, la maggior parte di noi, siamo solo spettatori più o meno partecipi delle atrocità di questo secolo.

Ora, è curioso che l’affermazione che in un mondo di tali atrocità non può esserci più alcun Dio, si levi con più insistenza dagli spettatori dell’orrore, da quelli che assistono a tali mostruosità dalle comode poltrone del proprio benessere; mentre per coloro che in quelle atrocità sono immersi, l’effetto non di rado è opposto: proprio lì riconoscono Dio.

Non è un caso che proprio quel popolo che nella storia più è stato condannato alla sofferenza, che più è stato colpito e ridotto in miseria – e non solo negli anni 1940-45 ad Auschwitz - , sia divenuto il popolo della Rivelazione, il popolo che ha riconosciuto Dio e lo ha manifestato al mondo. E non è un caso che l’uomo più colpito, l’uomo che ha più sofferto – Gesù di Nazareth – sia il Rivelatore: anzi era ed è la Rivelazione. Non è un caso che la fede in Dio parta da un capo ricoperto di sangue e ferite; e che invece l’ateismo abbia per padre Epicuro, il mondo dello spettatore sazio.

D’improvviso balena l’inquietante, minacciosa serietà di quelle parole di Gesù che abbiamo spesso accantonato perché le ritenevamo sconvenienti: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli. Ricco vuol dire uno che “sta bene”, uno cioè che è sazio di benessere materiale e conosce la sofferenza solo dalla televisione. Proprio di Venerdì Santo non vogliamo prendere alla leggera queste parole che ci interpellano ammonitrici. Di sicuro non vogliamo e non dobbiamo procurarci dolore e sofferenza da noi stessi…..Ma dobbiamo imparare sempre di più – e non solo a livello teorico, ma anche nella pratica della nostra vita – che tutto il buono è un prestito che viene da Lui e ne dovremo rispondere davanti a Lui. E dobbiamo imparare – ancora una volta non solo a livello teorico, ma nel modo di pensare e di agire – che accanto alla presenza reale di Gesù nella chiesa e nel sacramento, esiste quell’altra presenza reale di Gesù nei più piccoli, nei calpestati di questo mondo, negli ultimi. E, anno dopo anno, il Venerdì santo ci esorta in modo decisivo ad accogliere questo nuovamente in noi.

 

 

 


 

Last Updated on Saturday, 04 April 2015 19:43
 
Benvenuti nel sito!
Written by Ileana Mortari   
Wednesday, 27 August 2008 15:20

Buongiorno a tutti! Sono Ileana, docente di italiano e latino e teologa, caratterizzata da viva curiositas per la cultura in generale. Disponendo di questo straordinario strumento che è il WEB, ho pensato anch’io di aprire un nuovo sito. A che scopo? Chiunque abbia interessi, domande, dubbi, idee poco chiare, desiderio di approfondire e confrontarsi, a proposito di Bibbia, religione, teologia, può interpellarmi all'indirizzo This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ; da parte mia cercherò di soddisfare le richieste nel modo più esauriente e approfondito possibile. Un grazie anticipato per la collaborazione! Il sito presenta molto materiale, biblico e non; in particolare segnalo i miei commenti al vangelo festivo, sia in rito romano che ambrosiano, alla voce "Vangelo festivo". Buona esplorazione! Ileana Mortari

Last Updated on Tuesday, 22 April 2014 21:46
 
Cronistoria di Ileana Mortari
Written by Ileana Mortari   
Sunday, 07 September 2008 12:44

CRONISTORIA DI ILEANA MORTARI

Nasce a Milano il 22 febbraio 1948; frequenta il liceo classico “Berchet”, poi la Facoltà di Lettere Moderne presso l’Università Cattolica di Milano,laureandosi a pieni voti e consegue l’abilitazione all’insegnamento. Svolge la sua attività dapprima (4 anni) presso le scuole medie di Milano (la “Tito Livio”) e Codogno (Piacenza), quindi al Liceo Scientifico “Primo Levi” di S.Donato Milanese: dopo quattro anni di biennio, passa al triennio del corso B, dove rimane fino al 24 novembre 2.000. Gravi motivi di salute, ormai incompatibile con l’insegnamento, la costringono a chiedere di essere utilizzata in altro incarico e passa così a lavorare nella Biblioteca Scolastica dell’ITSOS (Istituto Tecnico Statale ad Ordinamento Speciale – è una scuola multimediale) di via S.Dionigi (MI), dove resta fino al sospirato pensionamento (31/8/05), sottolineato da una megafesta con 250 partecipanti, nella quale ha modo anche di ricordare il 33° anniversario della sua consacrazione laicale (si veda nel sito il testo della sua testimonianza). Accanto all'insegnamento, ha sempre avuto molta importanza per lei l'impegno ecclesiale, sia in parrocchia che nella diocesi di Milano. E' stata responsabile diocesana dei giovani di Azione Cattolica dal 1976 al 1980 e ha dato inizio al ramo femminile del Cenacolo.

Pur avendo sempre insegnato volentieri e con grandi soddisfazioni (e lo stesso dicasi per il breve periodo in biblioteca), e pur avendo in contemporanea portato avanti con passione e dedizione gli impegni ecclesiali, alla cessazione dell’impegno scolastico può dedicarsi a tempo pieno ad un’altra attività già parzialmente intrapresa nel 2.000, dopo aver conseguito il Baccalaureato in Teologia presso la Facoltà Teologica Interregionale di Milano: tenere in città e provincia corsi biblico-teologici, che spaziano dall’esegesi di singoli libri della Scrittura a problematiche di attualità, come nel complesso ciclo di incontri sui vari aspetti del male tenuto nel 2006/7. Dal 2008 al 2011 ha fatto parte della Consulta dell’Apostolato Biblico della diocesi di Milano. All’attività teologica ha affiancato per nove anni (dal 2004 al 2013) la conduzione di un vivace gruppo di giovani sotto i trent’anni, con i quali ha affrontato le tematiche più svariate, a loro richiesta: dalla libertà all’eutanasia, dalla preghiera al male nelle varie religioni, etc. Da sempre impegnata in un‘associazione onlus per l’adozione a distanza di bambini ugandesi (di nome “Good Samaritan” - cfr. il sito www.good-samaritan.it), si interessa molto alle tematiche del Terzo mondo e del sottosviluppo, diffondendo informazione alternativa a circa 700 destinatari via e-mail.

Last Updated on Tuesday, 10 March 2015 19:41
 
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Sms Domenicale

SMS domenicale – Breve riflessione sul vangelo festivo per giovani

3 maggio 2015 – 5° domenica di Pasqua B – Rito ambrosiano –

Giov. 17, 1b-11

di Ileana Mortari

………perché [Gesù] dia la vita eterna a tutti……Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (vv.2-3).

Come già nel vangelo di domenica scorsa, anche in quello di oggi troviamo lo stesso riferimento alla “vita eterna”, ma con un’ulteriore specificazione.

Si dice infatti in che cosa consiste la vita eterna, già fin d’ora, senza aspettare di essere nell’aldilà: essa consiste nel “conoscere l’unico vero Dio”; a prima vista l’espressione fa pensare (come del resto accade in altri punti della Bibbia) alla necessità di distinguere l’unico Dio dai molteplici dèi pagani. Ma qui l’affermazione è subito seguita da “e colui che hai mandato, Gesù Cristo”; dunque per Giovanni l’espressione “l’unico vero Dio” ha una connotazione speciale: è il Dio conosciuto per mezzo del Figlio suo e nel Figlio suo, Gesù Cristo, così che chi non riconosce il Figlio non può nemmeno dichiarare di conoscere l’unico vero Dio.

E’ evidente di conseguenza l’importanza fondamentale che ha nella nostra vita la conoscenza del Figlio, per conoscere il Padre e dunque Dio.

Ed è altrettanto importante aver chiaro il significato di “conoscere” nella Bibbia.

Non è una conoscenza solo di tipo intellettuale, come il vocabolo significa nella nostra cultura; è molto di più. E’ un’esperienza globale che unisce in sé più dimensioni: ragione, volontà, sentimento; è comunicazione, apertura e dialogo; è amore (anche nel senso fisico) e amicizia; è un’esperienza vitale di taglio morale e religioso, che implica l’intera persona e il suo comportamento.

Vien proprio da chiedersi: quanto conosco io della persona di Gesù?

 



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