ARTICOLI sui TdG: chi sono-emotrasfusioni -Ostracismo-Come comportarsi con i TdG
Written by Ileana Mortari   
Sunday, 29 September 2019 06:49

 

CHE COSA E’ ESATTAMENTE LA CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TdG?

Nelle mie ricerche ho constatato che in genere c’è molta confusione e anche molta ignoranza riguardo ai TdG, specie sugli aspetti meno propagandati.

Ora, siccome tutto l’impianto dottrinale della Congregazione geovista è basato sulla Bibbia, è indispensabile, prima di procedere, risolvere questa questione basilare: che peso dare alla Bibbia dei TdG, o meglio a quella che essi definiscono la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture ebraiche e greche (TNM) ?

I TESTIMONI DI GEOVA E LA BIBBIA

La Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova (d’ora in poi CCTdG) fa certamente grande uso della Bibbia, propone per prima cosa – tramite i predicatori itineranti - uno studio biblico anche a domicilio e gratuito, motivo per cui molti sono incuriositi e interessati a tale apprendimento, visto che – non a caso – la Bibbia è il testo più tradotto, diffuso e studiato al mondo!

Ora, per affrontare correttamente questo testo così importante, occorre conoscere un minimo di metodo critico, altrimenti la lettura è fondamentalista (= tal quale il testo è scritto), ignorando le varie epoche in cui è stata composta nel corso di circa 2.000 anni CONTR.

Anzitutto si fa la critica testuale, cioè lo studio del testo tal quale. Purtroppo mancano le copie originali (autografe). Ma “grazie all'opera instancabile di valenti biblisti, sono state ricuperate migliaia di codici o frammenti di codici, ossia di testi biblici scritti in tempi assai remoti. Con l'aiuto di questo prezioso materiale e seguendo i criteri propri della scienza biblica, questi insigni studiosi hanno ricuperato quasi alla perfezione il testo originale della Bibbia, il testo critico, che costituisce il punto di riferimento, vale a dire la norma, per giudicare la fedeltà o meno delle traduzioni della Bibbia in qualunque lingua. Servendosi del testo critico e di tutti i mezzi utili allo scopo, i grandi biblisti moderni ci hanno dato ottime traduzioni in ogni lingua oggi parlata. Le traduzioni che si discostano dal testo critico devono dirsi false.

Cfr http://www.gris-imola.it/sette_cristiane/TdG_Bibbia_pg_1.php

Segue l’interpretazione del testo. Specialmente con i libri del passato, non basta cercare il testo più vicino all’originale, ma occorre sapere che non si può leggere qualsiasi pagina in qualsiasi modo. E, specie per un libro come quello biblico, su cui si basano più religioni e confessioni, è indispensabile conoscere alcune regole elementari di interpretazione.

“Il metodo storico-critico è il metodo indispensabile per lo studio scientifico del significato dei testi antichi. Poiché la Sacra Scrittura, in quanto «Parola di Dio in linguaggio umano», è stata composta da autori umani in tutte le sue parti e in tutte le sue fonti, la sua giusta comprensione non solo ammette come legittima, ma richiede l’utilizzazione di questo metodo.” ….. Così è diventata possibile una comprensione più chiara dell’intenzione degli autori e redattori della Bibbia, come pure del messaggio da essi rivolto ai primi destinatari. Ad esempio occorre tener conto dei diversi “generi letterari”: non si possono leggere allo stesso modo un testo storico e uno poetico, fatto di simboli e metafore. ( cfr. Documento ufficiale fondamentale, uscito nel 1993, dal titolo “L'interpretazione della Bibbia nella Chiesa”, redatto dalla Pontificia Commissione Biblica allo scopo di fare chiarezza sulle varie proposte interpretative.)

Come già visto, Russell a un certo punto si diede a studiare intensamente la Bibbia (protestante, dato che quello era il suo ambiente); tanto studiò e tanto scrisse commenti che "giunse ad affermare che sarebbe stato meglio non leggere le Scritture e leggere i suoi libri, anziché leggere le Scritture e trascurare i suoi libri" (Martin W.- Klaan N., Il Geova della Torre di Guardia, p. 32). Infatti, mediante la rivista da lui fondata “Torre di Guardia”, Russell faceva conoscere ai suoi e al mondo intero quali fossero la mente e la volontà di Dio. Egli era [= si riteneva] l'unico interprete, lo speaker o portavoce divino.

I suoi successori cambiarono radicalmente le cose e si accorsero che, nelle traduzioni bibliche allora esistenti, spesso non ritrovavano corrispondenze con la dottrina nel frattempo da loro elaborata con i propri “Think thank”. Si decise così, sotto la presidenza di Knorr, che la Società Torre di Guardia avesse una Bibbia propria.

Viene spontaneo chiedersi che bisogno c’era di intraprendere un’altra erculea impresa di aggiornamento del testo critico e successiva traduzione, quando, come si è visto, si erano già raggiunti eccellenti risultati in tutte le principali lingue!

Per la nuova traduzione nel 1950 venne costituito un Comitato apposito, che, in spregio alle più elementari norme di professionalità e lealtà verso i lettori, volle rimanere anonimo, con la motivazione di mantenersi umili e di non voler creare un mito della personalità.

Il fatto è i TdG non hanno trovato nessuno studioso disposto a presentare la loro «Traduzione del Nuovo Mondo (TNM)». Tutti gli esperti che hanno esaminato questo testo ne hanno dato un giudizio negativo.”, compresi quelli che i TdG citano come a loro favorevoli! Nel bel libro di Valerio Polidori “La Bibbia dei TdG - Storia e analisi di una falsificazione”, ed. Dehoniane, da pag.40 a pag.59 si trova una approfondita trattazione del tema di questo paragrafo e una interessante citazione, a pag.54: fatto dire l’opposto di ciò che intendevo dire”>>!

La traduzione geovista venne fatta dalle antiche lingue originali in lingua inglese, con una particolarità: tutte le volte che compariva un termine o un’espressione non compatibili con la dottrina geovista, il testo originale veniva trasformato, con stupefacente disinvoltura, nella traduzione inglese. E poi da questa, così modificata, si passava alle altre lingue parlate. In sostanza, come si legge nei frontespizi delle varie traduzioni geoviste, compresa l’ultima, del 2017: Basata sulla revisione inglese del 2013, eseguita dal Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo con la consultazione delle lingue originali”,

Dunque, i testi antichi, quei testi critici che devono stare alla base di ogni seria traduzione, vengono esclusivamente consultati. E abbiamo già visto nella premessa metodologica che le traduzioni che si discostano dal testo critico devono dirsi false.

Per dare una minima idea dei risultati “della critica testuale geovista” e della sua “originalità” farò un esempio che in genere è abbastanza conosciuto, o comunque andrebbe conosciuto da tutti:

1° Matteo 26,26

Sin dalla versione del 1967, i TdG hanno tradotto il versetto con “questo significa il mio corpo”, mentre nel testo greco c’è “estìn” = è il mio corpo; ma – come visto – le traduzioni in lingua parlata derivano non dall’originale, ma dall’inglese, dove appunto troviamo “This means my body

Notiamo che i protestanti, pur attribuendo il valore di “significare” al verbo “essere” (in questo e passi paralleli) non si sono permessi di mettere nel testo sacro l’interpretazione che danno di questa parola. Essi traducono esattamente “Questo è il mio corpo”. In nota scrivono la loro idea che quel verbo “essere” varrebbe “significare”. Nell’ultima traduzione geovista del 2017 il “significa” è diventato “rappresenta”, confermando la “metodologia biblica” geovista.

Ma il discorso non finisce qui.

Dal 1950 al 1960 il Comitato dei traduttori tradusse l’intera Bibbia in inglese moderno, pubblicandola in 6 successivi volumi nel 1961; ciascuno di essi conteneva anche a piè di pagina materiale sussidiario per una migliore comprensione del testo biblico. Ma le note sono solo note e non tutti le leggono. Così, quando dai 6 volumi si passò al volume unico (e questo anche nella traduzione italiana del 1967), ecco un’altra trovata: le note (riguardanti lezioni diverse dei singoli termini) furono trasferite nel testo stesso: lo dice espressamente la Prefazione.

Ma così, come si fa a sapere quali espressioni sono quelle veramente ispirate da Dio e quali invece sono semplici parole umane di commento, visto che quasi mai c’è una veste tipografica che faccia comprendere la distinzione?

Allora siamo di fronte ad una “Bibbia alterata”, non solo scorretta nella versione del “textus receptus”, ma infarcita di molte parole umane. Per qualsiasi opera letteraria che subisca un simile trattamento si può tranquillamente dire che ha “perso la sua autenticità”; per un testo sacro poi la cosa è ancora più grave.

Dal punto di vista dell’interpretazione, i TdG si pongono di fatto nella linea del letteralismo e fondamentalismo (anche se lo negano –vedi Ciò in cui credono

Un’altra caratteristica del modo di interpretare la Bibbia dei TdG è quella di usare frasi bibliche staccate dal contesto, così che il senso della frase può essere alterato e piegato in appoggio alle loro tesi.

Ad esempio, per negare che Gesù è Dio, prendono, isolata dal contesto, la celebre frase detta da Gesù risorto a Maria Maddalena: “Va’ dai miei fratelli e dì loro: tutto il capitolo evangelico, risulta chiaro che Gesù sta parlando di sé in quanto uomo e nostro fratello, mentre in altri passi dichiara che (Giov.20,29) e infatti al termine del cap.20, troviamo una delle dichiarazioni fondamentali della divinità di Gesù: “Gli rispose Tommaso: ” (Giov.20,29)

L’argomento è trattato più ampiamente e con vari esempi nel libro di Nicola Paolillo, Testimoni di Geova - Chi sono davvero?, Edizioni Croce Via

CONCLUSIONE. Il Dott. Robert Countess, il quale scrisse la sua tesi di dottorato sulla Traduzione del Nuovo Mondo, dice che la traduzione della Società "ha fallito drasticamente nell’evitare che le considerazioni dottrinali influenzassero la traduzione effettiva del testo. Bisogna vederla come un'opera radicalmente di parte. In certi momenti è persino disonesta.”

PERCHE’ LA DENOMINAZIONE TESTIMONI DI “GEOVA”?

Partiamo da un testo geovista

<<Dio ha un nome? La risposta della Bibbia.

Tutti gli esseri umani hanno un nome proprio. Non è ragionevole pensare che anche Dio ne abbia uno? ……..Nella Bibbia Dio dice: “Io sono Geova. Questo è il mio nome” (Isaia 42:8). Anche se ha molti titoli, come “Dio Onnipotente”, “Sovrano Signore” e “Creatore”, egli dà ai suoi adoratori l’onore di rivolgersi a lui chiamandolo per nome (Genesi 17:1; Atti 4:24; 1 Pietro 4:19).

Molte traduzioni bibliche riportano il nome proprio di Dio in Esodo 6:3, dove si legge: “Apparivo ad Abraamo, Isacco e Giacobbe come Dio Onnipotente, ma rispetto al mio nome Geova non mi feci conoscere da loro”.>> https://www.jw.org/it/cosa-dice-la-Bibbia/domande/nome-di-dio/

Come visto, è dal 1931 che è nata la denominazione “ Testimoni di Geova.”

Ma questa parola “Geova” può essere accettata come la corretta traduzione del noto “tetragramma sacro” di Esodo 3,14?

Es.3,14: Dio disse a Mosè ……dirai agli Israeliti: “Io-Sono” mi ha mandato a voi……… per liberarvi e portarvi verso la terra dove scorre latte e miele” (=la “terra promessa”)

In ebraico il nome di Dio viene espresso dalle lettere JHWH (o YHWH nella cultura anglosassone), detto "tetragramma" (= parola di 4 lettere; sono solo le consonanti, visto che nell’ebraico antico per ragioni di spazio le vocali erano tralasciate perchè intuibili), anzi “tetragramma sacro” perché si riferisce a Dio. Egli dice di sé: “Io sono colui che sono” (Jahvè è collegato al verbo essere), non in senso astratto (la filosofia non era ancora nata), ma molto concreto, nel senso di “io sono colui che è sempre attento a voi e pronto ad aiutarvi, ieri, oggi, domani.”

Gli ebrei però non pronunciavano questo nome per non violare il 2° comandamento del Decalogo (= Non nominare il nome di Dio invano); il tetragramma lo pronunciava solo il sommo sacerdote segretamente, una volta all’anno, nella parte più interna del tempio, il giorno della Espiazione (o Kippur). Leggendo la Bibbia gli ebrei dicevano, e ancora dicono, non Jahvè, bensì Adonaj = Mio Signore”; e oggi anche ah Ashèm = il Nome.

Ma le cose si complicarono perché dopo l’esilio babilonese (6° sec. a. Cr.) si cominciò ad usare l’aramaico, che soppiantò l’ebraico parlato. Era un bel problema, perché la Bibbia, Parola di Dio, testo fondamentale per i fedeli, era tutta scritta solo con le consonanti. I Massoreti allora aggiunsero le vocali; ma, poiché nel testo non c’era spazio per inserirle, le collocarono sopra e sotto le consonanti, esprimendole con puntini e trattini variamente raggruppati.

Quanto al tetragramma sacro, per evitare di incorrere nella pronuncia di Jahvè, i Puntinatores misero, sotto le consonanti di Jahvè, le vocali di Adonaj. A lungo andare si perse la conoscenza di questo intervento. Pertanto intorno al 1.000 d. Cr. si cominciò a leggere il nome di Dio così come era scritto, con le consonanti di un termine e le vocali di un altro; e quale lettura ne uscì? Jeova o Geova, che dunque è “un mostro linguistico”, perché è come se noi leggessimo “giraffa” con le vocali di “gazzella”, e cosa viene fuori? “gareffa”, che ovviamente non esiste! Così è per Geova: non esiste nessuno con questo nome, che è venuto fuori da un errore di lettura purtroppo perdurato fino al XX° sec., quando i moderni studiosi della Bibbia se ne resero conto. [questa è una sintesi estratta dalle pagg.48-51 del mio “Sussidio per una lettura approfondita della Bibbia” reperibile nel mio sito.

Ora, anche ammettendo che Rutherford non sapesse dell’errore filologico sopra illustrato, perché magari la recente scoperta del falso era solo appannaggio degli studiosi, ci si chiede come sia possibile oggi continuare ad utilizzare come BASE di una struttura che annovera milioni di aderenti quello che Mons. Gianfranco Ravasi definisce un “mostro filologico”, o uno “sgorbio”, Mons. Minuti “un ibrido” e il dizionario storico-critico di Monlobou-Du-Buit un "barbarismo" e "mostro linguistico”! Tutte le risposte che ho trovato in pratica convergono con la spiegazione di Gunther Pape: la Società Torre di Guardia non può cambiare l'uso della parola "Geova" perché è come un nome della ditta, una sicura réclame ben diffusa. Sia Geova che Testimoni di Geova formano il segno di immediato riconoscimento, l'inquadratura che fa capo alla Società Torre di Guardia. (G. Pape, op.cit.)

CONGREGAZIONE “CRISTIANA” ?

Questa questione è basilare da chiarire perché la denominazione completa dell’organizzazione dei TdG è “Congregazione (= pare che così venissero chiamate le prime comunità cristiane) Cristiana dei T.di Geova”

riteniamo che sia stato lui a fondare la nostra organizzazione (Colossesi 1:18-20).>> Da https://www.jw.org/it/testimoni-di-geova/domande-frequenti/fondatore/

Secondo i TdG, dall'anno della morte dell'apostolo san Giovanni, cioè pressapoco dall'anno 100, fino al 1919, non c'è stato nessun vero cristiano. Tra il 1914 e il 1919, Gesù Cristo ha ispezionato le religioni del mondo e ha scelto la Watchtower, perché fosse il suo “schiavo fedele e discreto”. Così dal 1919 in poi i Testimoni di Geova sono (o meglio sarebbero, secondo loro) l’unico canale di comunicazione tra Dio e il genere umano.

“La prima cosa da dire è che i TdG non sono cristiani, anche se si dichiarano gli unici veri cristiani. Essi negano infatti i due essenziali dogmi, senza i quali il cristianesimo non esiste: la Trinità e la divinità di Gesù, Figlio di Dio incarnato…….Affermano che Gesù non è Dio, ma è la prima creatura di Dio e lo identificano con l'arcangelo Michele…..Il 14 Nisan dell'anno 33, Gesù, che Geova aveva fatto incarnare per compensare col suo sacrificio il peccato di Adamo, fu messo a morte dai suoi nemici: non però crocifisso, ma appeso a un palo di tortura; di qui l'odio dei TdG per la croce, simbolo, a loro avviso, precristiano e pagano…Gesù risuscitò, non col suo corpo, che fu eliminato da Geova, bensì con un corpo spirituale. Gesù è ora in cielo, ma non è ancora venuto il tempo (peraltro imminente) in cui eserciterà la sua dignità regale. Invece, lo Spirito Santo non è Dio, ma "è la forza attiva di Dio". Giuseppe De Rosa, La civiltà Cattolica, 7-21 agosto 1999 http://www.parrocchie.it/casoli/santamarina/tdg1.htm

QUELLA DEI TdG E’ UNA RELIGIONE?

Appurato il fatto che i Tg non sono cristiani, giustamente molti si chiedono: ma almeno, sono una religione? Intanto cominciamo a vedere che cosa si intende per RELIGIONE :dal latino “religio”, che, secondo Lattanzio (3°-4° sec. d. Cr.), deriva dal verbo “religare” (= legare), indica il rapporto, la relazione che l’uomo ha con Dio e che si storicizza in un complesso di credenze e di atti cultuali e rituali, per cui non esiste la “religione” in sé, ma esistono le “religioni”, di cui gli esperti studiano e presentano le diverse tipologie. ( Petrosillo, Il xmo dalla A alla Z , ediz. S. Paolo, p.334.)

Ora i I TG NON sono neppure una religione. Per dimostrarlo usiamo le dichiarazioni degli stessi loro presidenti:

Charles Taze Russell: “la Società Torre di Guardia di Sion non è altro che un’associazione commerciale (non ha, infatti, alcun credo o confessione o fede)" (“La Torre di Guardia” del 1 agosto 1895, pp.1847-1848).

Rutherford: "la religione è la trappola del diavolo" ("Salvezza", 1939, p.35). E ancora nel libro "La Verità vi farà liberi" del 1943, p.318: "la religione è un laccio ed una impostura" o dal libro "Ricchezza" del 1936, p.90: "la religione è una parte integrante dell'organizzazione di satana".

Leggendo le pubblicazioni della WT Inc. ci si rende conto che trattasi [perlomeno "anche"] di una "società commerciale" perchè ha "soci-azionisti" che si radunano, in modo riservato ed esclusivo, per l'approvazione del bilancio annuale e per fare un bilancio consuntivo e di previsione  della loro azienda (cfr. "Annuario 1976", pp.85-90). Infatti Charles Taze Russell, fondatore della Società nel 1881, "aveva designato quegli uomini come direttori, ma lo statuto della Società richiedeva che i direttori fossero eletti dal voto degli azionisti" (cfr. a seguire, "Annuario 1976", p.90).

'La religione è una truffa' dicono nei loro testi (cfr. Annuario T. di G. 1976, p. 159).

Che non siano una religione si deduce anche dal fatto che i tg non hanno mai partecipato a incontri interreligiosi, come ad esempio quello famoso di Assisi nel 1986

SE NON SONO CRISTIANI E NON SONO NEMMENO UNA RELIGIONE, ALLORA I TdG CHE COSA SONO?

Partiamo anche stavolta dalle dichiarazioni del fondatore: “La società Torre di Guardia (fondata nel 1881) non è altri che un’associazione commerciale…..Essa rappresenta semplicemente il capitale affidato ai suoi funzionari affinchè lo usino a loro discrezione….proprio come una ditta commerciale riceve depositi e rilascia ricevute o fatture allo scopo di giustificare come spende il denaro (Russell, Torre di Guardia 1-8-1895) Come dimostrano gli stessi suoi documenti, l’organizzazione dei TdG non è mai stata una religione, bensì una Società commerciale, una Società per azioni a tutti gli effetti, e come tale ha sempre agito, sempre e ovunque. Lo statuto della Società richiedeva che i direttori fossero eletti dal voto degli azionisti" (ibidem)

MA, ANCHE SE SONO UNA Società Commerciale, NON C’E’ PROPRIO NIENTE DI “RELIGIOSO” NEI TESTIMONI DI GEOVA?

Qui ci troviamo di fronte a un paradosso; dal pdv ufficiale e istituzionale, i TdG sono una società commerciale che però si chiama “cristiana”, cioè: quello che abbiamo cacciato dalla porta con prove scientifiche e inconfutabili, rientra dalla finestra, con un aggettivo religiosamente falso e uno statuto che spesso e volentieri non è neanche conosciuto dai membri, e parla di salvezza.

Certo che c’è qualche elemento religioso nella Società Torre di Guardia:

1° - la ripresa di un filone biblico particolarmente presente nel 19° sec. che riguardava il 2° Avvento di Cristo e la costruzione su di esso di un impianto teorico congegnato nel modo seguente.

I geovisti predicano una dottrina profetica ed escatologica: dall'anno 607 a.C. (fine del regno d'Israele – data errata che, dopo unanime accertamento degli storici più accreditati, va sostituita con il 587 a. C.) Dio non sarebbe più stato rappresentato sulla terra. Ma con il 1914 saremmo entrati nell'ultimo periodo della storia umana. Secondo i loro calcoli, il millennio apocalittico sarebbe iniziato nel 1914, con l'invisibile ritorno di Cristo fra gli uomini. La grande crisi mondiale iniziata in quell'anno è il preludio all'imminente battaglia di Armaghedon (Ap. 16,16) fra Geova e Satana. Dopo questa battaglia tutti i morti risorgeranno con un corpo umano e avranno migliori condizioni per guadagnarsi la salvezza. Trascorsi mille anni, i renitenti saranno annientati, mentre i salvati riceveranno la vita eterna, secondo varie gradazioni di beatitudini: i 144.000 "eletti" (Ap. 7,1-8) vivranno nel cielo, tutti gli altri sulla terra.

Il regno di Dio è quindi per loro un dominio reale che oggi è già presente in cielo e che presto si affermerà sulla terra, riportandola alla originaria condizione paradisiaca. Questo per mille anni. Poi ci sarà un nuovo giudizio e i “buoni” vivranno per sempre in una sorta di Paradiso terrestre. Sarà una teocrazia priva di conflitti, malattie, morte e sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

Secondo la loro complicata e del tutto inattendibile numerologia, dalla Bibbia emerge che presto ci sarà la fine del mondo; non è vero, perché si è visto nel paragrafo sulla Bibbia come la Società interpreta scorrettamente le pagine di Daniele e Apocalisse. La fine del mondo significa il giudizio di Dio per la salvezza o la dannazione; si salveranno solo un certo tipo di persone; pertanto occorre annunciare questo a più gente possibile per dare loro la possibilità di salvarsi, altrimenti saranno atrocemente distrutti. Per questo nobile obiettivo occorre diffondere in tutto il mondo milioni di riviste e libri che facciano conoscere la verità, posseduta solo dalla Società Torre di Guardia, o meglio dal suo Corpo Direttivo. La società è una casa editrice, nata allo scopo di pubblicare e diffondere i testi di studio basati esclusivamente sulla Traduzione del Nuovo Mondo.

 

COME  CONSIDERARE  IL  RIFIUTO  DELLE  EMOTRASFUSIONI  DA PARTE  DEI TdG?

La dottrina dei Testimoni di Geova sicuramente più conosciuta, è quella del rifiuto delle trasfusioni, in quanto, essi dicono, la legge di Dio non le permette. Spiegano inoltre che le trasfusioni sono pericolose e quindi il loro rifiuto è ragionevole anche dal punto di vista medico.

Distinguiamo l’aspetto medico da quello biblico che, come ammettono gli stessi TdG, è il più importante.

Dal punto di vista medico, indubbiamente le trasfusioni non sono esenti da rischi, anche se attualmente i rischi sono veramente minimi, sia perché, grazie al progresso delle tecniche chirurgiche, si fa sempre meno ricorso alle trasfusioni, sia perché il sangue è sottoposto a controlli sempre più accurati e a tecniche che inattivano eventuali virus che fossero "sfuggiti" ai controlli.

Pertanto, in quei casi in cui il ricorso alla trasfusione diventa necessario, o quantomeno è il metodo che garantisce le maggiori probabilità di guarigione, un eventuale rifiuto espone a rischi molto maggiori che non la trasfusione stessa.

Sicuramente sono morte molte più persone (TdG) per aver rifiutato le trasfusioni che non per averle ricevute! Claudio Forte http://www.infotdgeova.it/sangue-e-medicina-.html

RIFLESSIONI CIRCA IL FILM “IL VERDETTO” proiettato nelle sale in tutta Italia nei mesi di novembre e dicembre del 2018

Le emotrasfusioni non sono ammesse dalla Società Torre di Guardia, cui appartengono i Testimoni di Geova. Perché? Viene spontaneo chiedersi.

La risposta la fornisce lo stesso padre del protagonista del film (il diciassettenne Adam), che dichiara alla giudice durante il processo: ” Sta nella Bibbia; lo dicono Gen.9,4 Levit.17,10-14 e Atti 15,29.”

Ho provato un grande dispiacere nel sentire quelle parole e anche nel rendermi conto che, se libro e film non emettono giudizi sui Testimoni (che probabilmente per questo non hanno avuto particolari reazioni), tuttavia non risulta molto chiara la distinzione tra l’attaccamento ai principi di una religione e l’attaccamento ai principi di un Movimento Religioso Alternativo.

Ho scritto questo articolo proprio perché ritengo giusto far presente che i tre versetti biblici sopra citati non possono essere portati come giustificazione del rifiuto delle emotrasfusioni, dal momento che, se correttamente interpretati, DICONO ESATTAMENTE IL CONTRARIO.

L’Avvenire del 9-11-18 ha pubblicato un estratto di questo mio articolo, in forma di Lettera al Direttore, titolandolo: “PERCHE’ LA BIBBIA NON PROIBISCE AFFATTO LE TRASFUSIONI DI SANGUE” e anche “Famiglia Cristiana” ha pubblicato la mia lettera nel blog http://www.famigliacristiana.it/blogpost/trasfusioni-e-parola-cosa-significa-nella-bibbia-astenersi-dal-sangue.aspx in data 12-12-18.

Il discorso è estremamente vasto e complesso e non lo si può certo semplificare a livello di articolo giornalistico, con il rischio della superficialità e della non chiarezza. Per questo lo tratterò adeguatamente in un altro contesto e comunque qualsiasi libro sui TdG ne parla.

Per l’argomento in questione una differenza radicale tra la CCTG e le confessioni cristiane è proprio l’interpretazione della Bibbia, che la prima attua in modo letteralistico e fondamentalistico, guidata dall’ ”unico canale di Dio” (= il Corpo Direttivo centrale, in USA, che decide quale deve essere l’interpretazione) e le altre utilizzando i più avanzati metodi scientifici di esegesi che non solo gli accademici, ma molti fedeli ormai conoscono.

La prescrizione di non mangiare la carne col sangue si trova in vari passi dell’Antico Testamento (Lv.3,26; Lv.17,10-14; Lv.19,26; Dt.12,16; 12,23;15,23; 1°Sam.14,34), se ne fa risalire l’origine al tempo di Noè (cfr. Gen.9,4): la motivazione è che il sangue è sede della vita, visto che, perdendo il sangue, la vita se ne va; e quindi esso va riservato a Dio, datore della vita stessa; vita e sangue sono proprietà esclusiva di Dio.

Dissanguare gli animali prima di mangiarne la carne era quindi un segno con cui si riconosceva il dominio di Dio su ogni vita.

Se la proibizione di “mangiare il sangue” si riferisce al sangue degli animali, riguardo all’uomo c’è invece la proibizione di “versare il sangue”, espressione che equivaleva a “togliere la vita” (cfr. Lv.19,16; Dt.27,25). Di qui il comandamento mosaico di non uccidere.

I TdG ritengono di osservare e mettere in pratica i suddetti versetti della Bibbia rifiutando categoricamente le trasfusioni di sangue, proprio perché, secondo loro, introdurre del sangue estraneo nel proprio organismo equivale a quel “mangiare il sangue” proibito dal Levitico e da altri passi dell’Antico Testamento, dove comunque si parla sempre di sangue degli animali sacrificati e non di sangue umano.

Nell’esegesi cristiana corretta, ogni testo va considerato nell’ambito di tutta la storia della salvezza. La pienezza della Rivelazione, e di conseguenza le indicazioni per il nostro comportamento, si ha solo con Gesù Cristo e il Nuovo Testamento.

Ebrei 9,12: “Gesù entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.” Con la redenzione di Cristo tutte le prescrizioni giuridiche della legge antica sono cadute (cfr. Ef.2,15).

DOMANDA: Ma allora, se non è più valida la prescrizione del sangue, perché leggere ancora le pagine di Levitico? Che senso e utilità ha continuare a leggere l’Antico Testamento?

RISPOSTA: anche se storicamente superata, ogni pagina dell’A.T. ha un valore perenne (è Parola di Dio), perché, al di là dell’espressione letterale, offre un senso, un significato, che va ricercato con l’aiuto del Nuovo Testamento e del mistero di Cristo.

Ora, il “senso profondo” di Lv.17,10-14 è che Dio chiede all’uomo un totale rispetto della vita, di cui Egli è l’autore. Il senso del divieto di mangiare il sangue è quello di rispettare e tutelare la vita, ovunque essa si presenti. Allora, paradossalmente, proprio la trasfusione, che sembrerebbe violare il precetto biblico (letto dai TdG come ho già spiegato), in realtà invece, lo osserva e lo pratica, specie quando la trasfusione è necessaria per evitare che il paziente muoia!

 

 

Un provvedimento assurdo e devastante che va conosciuto: l'OSTRACISMO dei TdG  

1° - APOSTASIA/APOSTATA

APOSTATA: L'apostasìa (dal greco ἀπό apò «[lontano] da» e στάσις stàsis da ἵστημι ìstemi «stare, collocarsi») è l'abbandono formale e volontario della propria religione (in tale contesto si parlerà più propriamente di apostata della religione).

Anche in “Perspicacia nello studio delle Scritture”, il Dizionario biblico dei TdG, l’apostasia è definita così: “Qualunque sia la ragione apparente, sia essa intellettuale, morale o spirituale, l’apostasia costituisce una ribellione contro Dio e un rifiuto della sua Parola di verità”(Vol. 1, pp. 159-160).

Rifiuto della sua “Parola di verità”, nel pensiero “teologico” della Watchtower non vuol dire che l’«apostata» non creda più nella Parola di Dio, o si rifiuti di ubbidirvi, ma significa che egli non crede più, e quindi rigetta, le spiegazioni “pro tempore” che il regnante Corpo Direttivo impartisce, vincolando tutti i fedeli a credervi e a considerarle come “verità (presente) rivelata”.

Ora, se si ripercorrono le “credenziali” della TG come movimento cristiano e biblico (vedi i primi capp.), è evidente che chi decide di lasciarla non è affatto un apostata, ma un vero “cercatore di Dio”, o comunque un “cercatore della verità”, perché decide di lasciare un cumulo di falsità e una gabbia di costrizioni, nelle quali rientrano, paradossalmente, anche la disassociazione e l’ostracismo. Inoltre, come in molti altri casi, la Watchtower ha introdotto la disassociazione solo nel 1952

Guardiamo da vicino che cosa succede nella TG.

“Nessuna categoria subisce riferimenti più degradanti dei cosiddetti “apostati”, coloro, cioè, che non credono più che la Watchtower Society rappresenti l’unica vera religione.

I Testimoni di Geova disassociano quei peccatori, ritenuti impenitenti, per pratiche come, ad esempio, essere in disaccordo con la dottrina della Watchtower, fumare o commettere fornicazione. Una persona disassociata deve essere evitata da tutta la famiglia e gli amici, di solito per il resto della vita, così da essere sottoposta ad una tremenda sofferenza emotiva. Sebbene vi siano basi scritturali per limitare l’associazione con i peccatori, la disassociazione, come praticata dalla Watchtower, devia seriamente dalle linee guida della Bibbia in vari modi La Torre di Guardia 15 Aprile 2015 p.29

Troncando i rapporti con il disassociato o il dissociato, dimostrate di odiare gli atteggiamenti e i comportamenti che hanno portato a questa situazione. Ma dimostrate anche che amate abbastanza il trasgressore da agire nei suoi migliori interessi. La vostra lealtà a Geova può aumentare le probabilità che la persona che ha ricevuto la disciplina si penta e torni a Geova. – La Torre di Guardia 15 Febbraio 2011 p.32

È davvero necessario evitare del tutto il disassociato? Sì, e per diversi motivi … In altri casi il parente disassociato non fa parte dell’immediata cerchia familiare o vive fuori casa. Anche se in qualche rara occasione dovesse rendersi necessario avere dei contatti per sbrigare questioni familiari, tali contatti dovrebbero essere mantenuti al minimo. – Mantenetevi nell’amore di Dio (2008), p.207,208

Abbiamo visto come è intesa dalla TG l’apostasia; aggiungiamo che, come dice lo Statuto, art.5, si può uscire dall’organizzazione dei Testimoni di Geova in tre modi:

  • Diventando inattivi e non frequentando più la comunità.
  • Presentando una semplice lettera di dissociazione.
  • Essendo disassociati a causa di una trasgressione grave senza pentirsi.

La dissociazione consiste nell’allontanamento volontario e ufficiale di un membro dalla Congregazione, la disassociazione consiste nell’espulsione di un membro della Congregazione da parte del Comitato Giudiziario.

In pratica le conseguenze di dissociazione e disassociazione sono le stesse; entrambe comportano l’OSTRACISMO. Storicamente, questo era il bando che colpiva, nell'antica Atene e nelle città che ne imitavano la costituzione, il cittadino ritenuto pericoloso per la sicurezza dello stato; detto così dal frammento di terracotta (óstrakon ) sul quale il nome del concittadino inviso veniva scritto da coloro che votavano nell'assemblea popolare. In senso figurato il termine indica una severa condanna da parte dell'opinione pubblica; e/o la messa al bando da una comunità o da un ambiente.

Se la WT abbonda nella citazione di versetti biblici che, solo nella sua interpretazione, giustificano l’ostracismo, possiamo contrapporre almeno 14 versi delle Scritture che contraddicono l’ostracismo praticato dai Testimoni di Geova, come si vede in https://jwanalyze.wordpress.com/2018/08/26/14-versi-biblici-che-contraddicono-lostracismo-praticato-dai-testimoni-di-geova/

Il più significativo è  1 Timoteo 5,8 Certo, se uno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di uno senza fede.

A quanto risulta, le ragioni più frequenti di disassociazione riguardano due ambiti: le trasgressioni di natura sessuale e l’apostasia, nel senso inteso dalla TG, come sopra riportato.

Su questo secondo motivo, oltre a richiamare l’errata interpretazione di testi dell’A.T., trovo molto opportuno quanto scritto dal dr. Achille Aveta, ex TG, saggista e giornalista che oppone all’”apostasia” il diritto di critica: “Esso va inteso come espressione del principio democratico, inscindibile dalla libera espressione del pluralismo culturale e religioso. La tutela della reputazione di un’associazione religiosa deve trovare un punto di bilanciamento con i diritti della persona e con altri valori di rango costituzionale (il diritto di critica, la libertà di manifestazione del pensiero, il diritto di cambiare orientamento religioso senza subire pressioni indebite e intimidazioni, la tutela dei diritti inviolabili della persona). Al riconoscimento della dignità dovuta a qualsiasi gruppo religioso dovrebbe corrispondere la possibilità di critica degli aderenti ai medesimi, anche quando tale critica diventa di pubblico dominio. ( Si vedano: Giudice per l’udienza preliminare – 39^Sezione del Tribunale Penale di Roma (ordinanza 14 giugno – 29 luglio 2002); 4^ Sezione Penale della Corte di Appello di Roma - sentenza n°108/04 del 9 dicembre 2004; Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Venezia - ordinanza del 1° ottobre 2002.)

Il diritto di critica, infatti, deve considerarsi manifestazione della libertà di ciascuno di autodeterminarsi nella gestione del proprio percorso filosofico o religioso, anche all'interno delle formazioni sociali in cui tale percorso si realizza. A. Aveta L’ostracismo: un’odiosa prassi condizionante http://fecris.org/wp-content/uploads/2015/05/Aveta-IT.pdf

E poi, come in tante altre occasioni, anche questo è un lampante caso di contraddizione, perché la TG scrive: "Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a seguire una forma di adorazione che considera inaccettabile o a scegliere fra le proprie credenze e la propria famiglia." (Svegliatevi! Luglio 2009 p.29)

E’ da notare che quando chiedi ad un Testimone di Geova informazioni sul trattamento che la sua religione riserva agli ex membri (disassociati o dissociati), ti verrà in genere data una risposta simile a questa: “Facciamo questo come atto di disciplina amorevole in obbedienza ad un comando di Dio“, affinchè il peccatore si penta e ritorni in congregazione”

Quelli che ricevono tale trattamento risponderanno a ciò sottolineando che l’ostracismo al punto di non parlare con qualcuno è tutto fuorchè un’azione “amorevole” e questo tipo di comportamento ha spinto alcuni alla depressione e addirittura al suicidio.

Eppure, in base al principio ricordato a inizio capitolo, per i TdG LA FAMIGLIA CHE OSTRACIZZA E’ PORTATA A MODELLO !!!

Nella rivista “Torre di Guardia” del 15 giugno 2013, pag. 28, paragrafo 17) un articolo dove lodano in termini molto positivi una famiglia che per 16 anni evitò di avere ogni rapporto con un figlio disassociato.

Dice testualmente la rivista: “Genitori e fratelli hanno seguito con fermezza e lealtà il comando della Parola di Dio [cioè in realtà quello che dicono i TdG], di evitare la compagnia di chi pratica il peccato, di non rivolgergli nemmeno un saluto……………..

In questa rivista essi parlano in termini molto positivi di tale comportamento ostracizzante, sottolineano che la famiglia si comportò in modo lodevole, perché neppure si preoccupò di sapere come stava questo figlio-fratello. Tale è da loro considerato il comportamento esemplare e ideale da seguire.”

CERCHIAMO ALLORA DI VEDERE LA QUESTIONE DA PARTE DI CHI HA CONSERVATO IL PROPRIO CERVELLO.

L’ostracismo ha un impatto devastante sulla famiglia

“Lo sai Camilla che non possiamo stare in compagnia di chi lascia l'organizzazione di Geova e adesso che tua sorella ha scelto di andare via, nemmeno i suoi amici potranno più salutarla.
Lo sai Camilla che è un grave peccato festeggiare il giorno in cui sei nata, la torta che vedi in cucina è stata preparata per dare il benvenuto al nuovo pastore.
Lo sai Camilla dobbiamo stare uniti all'organizzazione di Geova adesso che anche papà ti ha lasciata, è morto fedele davanti a una trasfusione la cui vita avrebbe salvata.
Lo so Camilla, vorresti il permesso per la gita con la scuola, ma il mondo è di Satana, ed è meglio non stare altro tempo in loro compagnia.
Lo so Camilla che non ti piace bussare a quella porta, ma è la cosa più importante che un bambino possa fare prima che Geova intervenga e quella gente sia tutta morta.
P.S: Come pensate possa crescere questa bambina?”

Demetrio Phronesis 30-3-19 F.B. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=647741322347616&set=gm.1114567668729546&type=3&theater

Dalla bocca dei bambini

Una nonna non vede la nipote di sei anni da 18 mesi perché il figlio era disassociato. La bambina di sei anni ha fatto il seguente commento alla madre.

“Penso che siano state delle persone che hanno creato questa cosa (l’ostracismo) e non Dio perché non credo che Lui farebbe qualcosa di così brutto. Se sarai in quella religione quando sarò grande e non vorrai venire a vedermi, verrò io lo stesso”.

Che tipo di religione fa pensare ai bambini che la loro madre non vuole vederli? https://jwanalyze.wordpress.com/disassociazione-e-ostracismo/

Per fortuna esiste il diritto di critica che si può applicare all’ostracismo della persona fuoriuscita da parte dei familiari:

 

“Personalmente considero lecito il provvedimento dell’espulsione da una comunità, che ha il diritto di decidere se ammettere al proprio interno una persona e di espellerla se non rispetta le regole della comunità……….Ciò che personalmente non tollero è che, oltre all’espulsione, ti venga tolto anche ciò che l’organizzazione dei TdG non ti ha dato.

Nel momento in cui entri a far parte della congregazione dei TdG, essa ti “dona”, per così dire, qualcosa di suo: i legami di natura spirituale, o pseudo tali, con gli altri membri della comunità. E’ grazie alla congregazione che instauri legami con persone che forse non avresti incontrato e con le quali difficilmente avresti creato dei vincoli di amicizia. Quando vieni espulso, la congregazione ti dice: “Ora mi riprendo ciò che ti ho donato: i legami di natura spirituale con gli altri testimoni”. Questo significa che non dovresti avere più nulla a che fare con coloro che sono ancora TdG. Questa, che comunque considero una forte limitazione della libertà personale, è una richiesta che ci può stare: assurda, ma, credo, lecita. Ciò che è assolutamente fuori da ogni logica è che la congregazione ti tolga ciò che non ti ha dato: i legami di sangue. Non è la congregazione ad averti dato un padre e una madre. Non è la congregazione ad averti dato dei figli. Non è la congregazione ad averti dato dei fratelli o delle sorelle. Quei legami c’erano prima che tu diventassi un TdG” Mirko Mellacca, Ricomincio da qui, pp.72-3

 

Da parte mia voglio ricordare qui un’espressione corrente, in apparenza banale: “I miei”. Quante volte non diciamo? Domenica vado a pranzo dai miei, oppure in vacanza andrò a Varazze con i miei; per fortuna ci sono i miei che mi danno una mano anche finanziariamente.. Mi piace questo aggettivo possessivo, perché non indica un possesso materiale, ma relazionale, affettivo, una condivisione di esperienze, emozioni, fatiche, dolori e gioie…E accanto a questo voglio ricordare la parola “amici”; non ho bisogno di dire che cos’è e qual è il valore dell’amicizia, perché non c’è secolo del passato che non ne abbia tessuto gli elogi, a partire addirittura dal Siracide, o forse anche prima.

A questo punto c’è qualcosa che mi blocca: il pensiero che “i miei” e gli “amici” possano arrivare a negarsi ad una persona in modo totale, per sempre, senza possibilità di rimedio, se non quello di tornare “obtorto collo” a qualcosa che si è rifiutato perché non più credibile (= la Congregazione dei TdG)

E’ qualcosa di  INCREDIBILE, ma che purtroppo lacera la vita di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Il colmo è che tutto questo avviene se una persona esercita il proprio legittimo diritto di critica, garantito in ogni democrazia nei confronti della Società commerciale TdG. E la giustificazione che qualcuno dà è: Cora Nm.16 : Dio si era proposto che le famiglie fossero unite nella vera adorazione, così le credenze religiose non avrebbero creato nessuna divisione. Ma vi furono casi in cui la religione divenne un problema di famiglia. Un esempio è ciò che avvenne quando Cora, Datan e Abiram si ribellarono. Geova confermò che agiva tramite Mosè e Aaronne, non tramite quei ribelli religiosi. Allora Mosè disse al popolo di allontanarsi dalle tende dei ribelli. Cosa avrebbero fatto i figli e le famiglie di Cora, Datan e Abiram? Avrebbero messo la lealtà alla famiglia al di sopra della lealtà a Geova e alla sua congregazione? La maggioranza dei parenti stretti dei ribelli mise la famiglia al di sopra di Dio. Geova distrusse quei parenti insieme con i ribelli. — Num. 16:16-33https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1981689

Il testo sopra riportato vorrebbe giustificare l’ostracismo dei parenti; ma, come al solito, è un testo estrapolato, non contestualizzato, risalente a parecchi secoli fa e usato come fosse stato scritto oggi!

Vediamo qualche altra affermazione delle riviste della TG:

«Oggi non viviamo fra nazioni teocratiche in cui i membri della nostra famiglia carnale potrebbero essere sterminati da Dio e dalla sua organizzazione teocratica per apostasia come era possibile ed era ordinato di fare nella nazione d'Israele. Essendo circoscritti dalle leggi delle nazioni in cui viviamo ed anche dalle leggi di Dio mediante Gesù Cristo, possiamo agire contro gli apostati soltanto fino a un certo punto, vale a dire conformandoci alle due serie di leggi. La legge dello Stato e la legge di Dio mediante Cristo ci proibiscono di uccidere gli apostati, anche se sono membri della nostra famiglia carnale. Naturalmente, se i figli sono maggiorenni, vi può essere una separazione e una rottura vera e propria nei vincoli familiari, perché i vincoli spirituali sono già spezzati» (15/1/1954, p. 62); l'articolo originale è in http://www.infotdgeova.it/testimoni-di-geova-e-disassociati.html

«Quando le persone persistono nel fare il male, dopo che è stato chiaramente esposto loro, quando questo è così inveterato da divenire parte inseparabile della loro personalità, allora si deve sentire odio per la persona che prova piacere nel commetterlo, come per il peccato. Alcuni giungono a un punto in cui anche una disciplina severa non riesce ad estirpare il male che è diventato parte di loro, quindi non è più possibile distruggere il male e preservare le persone. Entrambi devono essere distrutti, poiché nulla li separa» (TG 15/1/1959, p. 423).

E dire che già S. Agostino aveva introdotto la differenza tra peccato e peccatore, più volte ripresa nei documenti della chiesa anche di recente.

«L’israelita che violava deliberatamente i comandi di Dio, … doveva essere stroncato, messo a morte. (Num. 15:30, 31; 35:31; Deut. 13:1-5; Lev. 20:10) Questa fermezza nel sostenere le ragionevoli e giuste norme di Dio era per il bene di tutti gli israeliti, perché serviva a mantenere pura la congregazione. Serviva anche da deterrente, scoraggiando il diffondersi della corruzione fra il popolo che portava il nome di Dio» (1/1/1982, p. 21).

«L’ora dei pasti è un momento di distensione e compagnia. Perciò…la Bibbia vieta di frequentare anche a scopo di compagnia una persona espulsa, per esempio partecipando insieme a un picnic, a una festa, a una partita di calcio, a una gita al mare, andando insieme a teatro o mangiando insieme. [...]

 

Cosa accade quando in famiglia interferiscono forme abusanti di “religiosità”?

Parte dell'intervento del Dott. Achille Aveta.

La famiglia, in quanto società naturale, è il nucleo fondante della società civile e dello Stato. Secondo una corrente definizione, la famiglia è un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, di parentela, di affinità, di adozione, di tutela o da vincoli affettivi, che vivono abitualmente nella stessa abitazione.

La famiglia funziona grazie a regole condivise, implicite ed esplicite, e a ruoli riconosciuti, che si modificano nel tempo, in seguito alle interazioni di tutti i membri tra loro (genitori, figli, fratelli, nonni, zii, …) e con l'ambiente in cui essa si struttura, costituito da conoscenze, relazioni amicali e lavorative, usi, costumi e valori. Una famiglia sufficientemente equilibrata favorisce relazioni salde, le quali a loro volta agevolano lo sviluppo di personalità integre, capaci di una programmazione di vita responsabile. Achille Aveta. al convegno “Menti in ostaggio” Tecniche di persuasione e condizionamento mentale nella società odierna

Firenze, 24 maggio 2003 https://www.infotdgeova.it/culti-controversi-e-vincoli-familiari.html

COME COMPORTARSI CON I TESTIMONI DI GEOVA CHE INCONTRIAMO PER STRADA O BUSSANO ALLA NOSTRA PORTA?

Nel giugno 2019 su una pagina Facebook, alla domanda riportata nel titolo sono seguite ben 173 risposte: andavano dalla disponibilità al dialogo al netto rifiuto a causa dell’invadenza o dell’insistenza protratta.

Personalmente mi occupo dei TdG da due anni; studio la loro storia, l'uso o meglio lo stravolgimento che fanno della Bibbia, l'atteggiamento persecutorio e colpevolizzante verso chi dissente o esce, e tanto altro. Leggo libri di maestri come Minuti, Sconocchini, R.Franz, Polidori, etc. e mi informo da chi, in gruppi o associazioni, con l’aiuto di esperti, da oltre 30 anni cerca di dare una mano ai fuoriusciti.

Quanto al dialogo, inizialmente ho fatto alcuni tentativi. Ma l’esperienza mia - e di tanti altri - mi ha portato a questa conclusione: purtroppo con i TdG mancano fin dall’inizio le premesse per un dialogo corretto; essi non sono veramente interessati al pensiero dell'interlocutore; appena una persona si discosta dalle loro teorie, le dicono che ha capito male o che deve informarsi meglio; a parte qualche eccezione, in genere hanno un solo scopo: "conquistare" adepti e convincere la gente a fare lo “studio biblico”.

Se però si sapesse che dietro tale studio sta una traduzione dei testi originali ebraici e greci fatta dalla WatchTower, senza competenze adeguate, al solo scopo di dare una base scritturale alle dottrine geoviste e NON RICONOSCIUTA DA ALCUN BIBLISTA AL MONDO, magari una persona ci penserebbe due o più volte prima di accettare. Quindi, da parte mia, il “dialogo” verso i TdG consiste unicamente in questo, e lo faccio di cuore: prego spesso perchè sia accelerato il momento del loro "risveglio", con relativa uscita dalla Torre di Guardia, così che magari non facciano in tempo a generare figli, che dovrebbero portare le conseguenze (per lo più drammatiche) di una SCELTA NON LORO, e spesso e volentieri irreversibile.

Ho poi constatato, che, ad onta del nostro tempo telematico, in genere, se si esclude chi è stato danneggiato anche gravemente di persona o nella propria famiglia, c’è una vergognosa ignoranza riguardo alla Congregazione di Warwick. Solo un’accurata ed estesa prevenzione può ridurre danni a volte letali. Mi permetto pertanto di suggerire alcuni strumenti per una maggiore conoscenza: vari articoli sul sito www.chiediloallateologa.it, disponibili pure in cartaceo; il sito www.infotdgeova.it; il libro “Nella setta” di Gazzanni-Piccini, ediz. Fandango 2018.


Dott.ssa Ileana Mortari, saggista e studiosa dei NMR, Nuovi Movimenti Religiosi.

 

 

 

Last Updated on Saturday, 05 October 2019 06:22
 

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