Appello sulla tragica questione delle sette
Written by Ileana Mortari   
Wednesday, 31 July 2019 06:01

 

UN APPELLO E ALCUNE RIFLESSIONI: OCCORRE INFORMARSI ADEGUATAMENTE SUL PROBLEMA DELLE SETTE IN ITALIA

1 agosto 2019

a cura della dott.ssa Ileana Mortari, saggista e studiosa delle sette.

Da alcuni anni mi occupo a fondo delle tragedie che vivono i fuoriusciti dai Testimoni di Geova e più in generale del fenomeno settario, specie per quanto attiene la MANIPOLAZIONE MENTALE. Perché questo mio appello all’informazione? Perché mi sono accorta che vige nell’opinione pubblica una sorta di sotterranea e silenziosa persuasione che il problema riguardi solo persone fragili, psicolabili, poco acculturate, un po’ matte, creduloni, etc. PURTROPPO NON E’ AFFATTO COSI’! In “Cults in Our Midst” la nota psichiatra americana Margaret Singer afferma: “……la brava persona comune genera per se stessa una categoria chiamata “Non-io”, in cui collocare le vittime di sette e truffe. Esiste un’avversione quasi universale ad accettare l’idea che NOI STESSI possiamo essere vulnerabili alla persuasione.” Al contrario non esiste strato sociale o culturale immune dal rischio della manipolazione, anche perché la dissimulazione e l’inganno sono parte strutturale di ogni deriva settaria.

Di esempi ormai se ne conoscono a migliaia. Mi limito a citarne tre, il 1° vissuto personalmente dal noto psicologo americano Steven Hassan, autore di “Mentalmente liberi”: “Un giorno, mentre stavo leggendo un libro nella sala di ricreazione dell’Associazione studentesca, alcuni coetanei mi si avvicinarono…Mi dissero che, anch’essi studenti, avevano messo su una piccola comunità di giovani provenienti da tutto il mondo, il cui scopo era il superamento delle barriere culturali tra i popoli e mi invitarono a un incontro. Quando chiesi se per caso fossero un gruppo religioso, mi risposero ridendo: “Oh, no! niente affatto!”. Steven, fidandosi di loro, andò poi (a bordo del pullman del gruppo) ad un week-end di studio e scoprì che si trattava di un gruppo religioso: niente meno che la Chiesa dell’Unificazione del rev.do Moon! Non condividendo vari aspetti del “ritiro”, lo studente voleva fin dal 1° giorno tornarsene a casa; ma ciò non era possibile, perché l’incontro si teneva a molte miglia dal primo centro abitato e non c’erano mezzi pubblici. Così fu costretto a restare…..e vi invito a leggere il seguito della storia.

Il 2° esempio si riferisce a un fuoriuscito dai Testimoni di Geova:“Il processo di avvicinamento e di inclusione nel culto [dei TdG] avviene in maniera estremamente progressiva (tant’è che le direttive per anziani e proclamatori dicono chiaramente di non dare subito tutte le informazioni ai nuovi interessanti….chissa perchè…) Per spiegare tale processo si può immaginare la metafora di un’aragosta messa in pentola con acqua fredda. L’acqua viene scaldata molto lentamente e l’aragosta non si allarma perchè ha il tempo di abituarsi alla temperatura e quando percepisce il pericolo e il dolore, l’acqua sta già bollendo ed è troppo tardi. I TdG quando vanno in predicazione si guardano bene dal dire alle persone che, se uno decide liberamente di esercitare il proprio diritto di cambiare religione e uscire dai TdG, tutti i suoi affetti [= parenti e anche familiari stretti] ancora nel culto andranno perduti… Simili informazioni vengono fatte assimilare solo quando la persona è già stata addestrata a credere ciecamente all’organizzazione Watchtower, in seguito ad un periodo di “studio” e indottrinamento progressivo. Ed ecco perché, quando un TdG si battezza, ci crede davvero e pensa sinceramente che quella sia l’organizzazione di Dio sulla terra…JON 2-3-18 http://www.parmateneo.it/?p=39524#comment-17586. La riprova di quanto ho affermato è questa: nel 2011 in Italia c’erano 1 milione e mezzo di affiliati, oggi ce ne sono 4 milioni, grazie anche al massiccio contributo dei social. Si veda in proposito “Nella setta”, libro di F.Piccinni e C.Gazzanni, ed. Fandango, che TUTTI DOVREBBERO LEGGERE, mentre sulla manipolazione mentale ho scritto l’8° opuscolo della serie “Ma Dio, dov’è?”

Il 3° esempio è tratto dall’ottimo sito www.infotdgeova.it + FORUM:

….una caratteristica dei TdG è la presunzione. Spesso mi sono interrogato su come fosse possibile che io, sì proprio io, fossi stato così intelligente o fortunato tra i sei miliardi di persone al mondo ad avere praticamente capito tutto, la soluzione ad ogni problema e che sarei stato salvato nel giorno del giudizio. E chi ci pensava a tutti gli altri, ignari che sarebbero stati distrutti ad Armaghedon?... Altro che amore cristiano! credetemi e non è colpa del TdG singolo, alla fine egli diventa un freddo esecutore automatizzato che non si rende nemmeno conto della portata delle cose in cui crede, vede solo l'ora che accada ciò, questo perché semplicemente la sua mente accetta di buon grado di essere un eletto. Ingannato

http://www.infotdgeova.it/testimonianza%20di%20ingannato-.html

COME COMPORTARSI CON I TESTIMONI DI GEOVA CHE INCONTRIAMO PER STRADA O BUSSANO ALLA NOSTRA PORTA?

Nel giugno 2019 su una pagina Facebook, alla domanda riportata nel titolo sono seguite ben 173 risposte: disponibilità al dialogo o netto rifiuto. Personalmente mi occupo dei TdG da qualche anno; studio la loro storia, l'uso o meglio lo stravolgimento che fanno della Bibbia, l'atteggiamento persecutorio e colpevolizzante verso chi dissente o esce, e tanto altro. Leggo libri di maestri come Minuti, Sconocchini, R.Franz, Polidori, etc.

Quanto al dialogo, inizialmente ho fatto alcuni tentativi. Ma l’esperienza mia - e di tanti altri - mi ha portato a questa conclusione: purtroppo con i TdG mancano fin dall’inizio le premesse per un dialogo corretto; essi non sono veramente interessati al pensiero dell'interlocutore; appena uno si discosta dalle loro teorie, gli dicono che ha capito male o che deve informarsi meglio; a parte qualche eccezione, in genere hanno un solo scopo: "conquistare" adepti e convincere la gente a fare lo “studio biblico”. Se però si sapesse che dietro tale studio sta una traduzione dei testi originali ebraici e greci fatta dalla WatchTower, senza competenze adeguate, al solo scopo di dare una base scritturale alle dottrine geoviste e NON RICONOSCIUTA DA ALCUN BIBLISTA AL MONDO, magari una persona ci penserebbe due o più volte prima di accettare. Quindi, da parte mia, il “dialogo” verso i TdG consiste unicamente in questo, e lo faccio di cuore: prego spesso perchè sia accelerato il momento del loro "risveglio", con relativa uscita dalla Torre di Guardia, così che magari non facciano in tempo a generare figli, che dovrebbero portare le conseguenze (per lo più drammatiche) di una SCELTA NON LORO, e spesso e volentieri irreversibile.
Ho poi constatato, che, ad onta del nostro tempo telematico, in genere c’è una grande ignoranza riguardo sia ai TdG che alle altre derive settarie, che purtroppo, anche grazie ai social, stanno notevolmente ingrossando le fila. Mi permetto pertanto di suggerire alcuni strumenti per una maggiore conoscenza: i miei 7 opuscoli sui TdG e l’8° sulla manipolazione mentale, che si possono chiedere al mio e-mail); il sito www.infotdgeova.it; il libro “Nella setta” di Gazzanni-Piccini, Fandango; Mirko Mellacca, “Ricomincio da qui”.

Ileana Mortari e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

 

 

 

 

 

LA TESTIMONIANZA DI UN FUORIUSCITO

“Mi sembra che non ci siano scusanti di sorta per le deludenti aspettative indotte dal Corpo Direttivo dei TdG sulla fine di questo mondo. La Società ha fatto credere a milioni di persone che la fine fosse alle porte, questione di settimane, al massimo di mesi (cfr. La Torre di Guardia del 1 febbraio 1969, p.84, § 30), condizionando scelte e comportamenti in maniera spesso irreparabile.

Per esempio, io avrei voluto proseguire gli studi nel 1975, però la sorella con cui studiavo la Bibbia mi fece notare quanto un simile comportamento, ‘ora che mancano pochi mesi ad Armaghedon’, fosse poco saggio ed opportuno. Fui fortemente impressionato da queste aspettative, sostenute con sicurezza, come certezze indubitabili: «Se non credi che la fine sia imminente e preferisci studiare, decidi tu. Certo che Geova salverà solo chi ha un’incrollabile fede...». Questo più o meno il tono delle argomentazioni che sentivo ripetere da tutti i Testimoni. Alcuni non hanno nemmeno completato le scuole medie, perché ‘tanto Armaghedon è alle porte ed è meglio predicare nel poco tempo rimasto’. Credo che la scelta di non continuare gli studi abbia segnato la mia e la loro vita in maniera irreparabile.

Un altro esempio: parecchie coppie di mia conoscenza, nella convinzione indotta dal CD che la fine fosse alle porte, hanno rinunciato ad avere figli ed ora sono soli e li aspetta una vecchiaia senza il conforto di figli e nipoti. ‘Non è opportuno fare figli proprio adesso che sta per venire Armaghedon...’, si diceva. Ora che i miei figli sono cresciuti – e sono due giovani splendidi – è triste pensare che, se io fossi stato più "spirituale", loro non ci sarebbero……..Il CD ha più volte annunciato la fine imminente, creando indebite e deludenti aspettative. Ora queste cose preferirebbero non averle dette e scritte e si cerca di tenerne all’oscuro specialmente i nuovi che entrano nell’organizzazione”

estratto dalla “Lettera ad un Testimone di Geova” di Achille Lorenzi http://www.infotdgeova.it/scambio%20di%20corrispondenza%20con%20un%20testimone%20di%20geova.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Last Updated on Wednesday, 31 July 2019 06:06
 
Riflessioni in margine ai congressi TdG
Written by Ileana Mortari   
Friday, 26 July 2019 16:47

 

RIFLESSIONI CRITICHE IN MARGINE AI CONGRESSI ESTIVI ANNUALI 2019 DEI TESTIMONI DI GEOVA, DEDICATI AL TEMA “L’AMORE NON VIENE MAI MENO” 1 agosto 2019

di Ileana Mortari, saggista e studiosa delle sette.

Nel testo seguente faccio spesso riferimento ai miei 8 opuscoli (in digitale e cartaceo), intitolati “Ma Dio, dov’è?”, dove esamino a fondo teorie e vissuto dei Testimoni di Geova (d’ora in poi TdG), facendo tesoro di un’amplissima documentazione che parte dal celebre “Io ero Testimone di Geova” di Gunther Pape, Queriniana,1974, il 1° fuoriuscito che ha pubblicato un libro sulla sua esperienza, fino alla letteratura odierna sull’argomento. Chi è interessato, può richiedermi i testi su Messenger (F.B.)

Com’è noto, la Congregazione dei TdG organizza ogni anno grandi raduni a livello locale, che raggruppano più congregazioni del territorio.

L’argomento di quest’anno mi ha subito colpito, e la prima cosa che ho pensato è questa:

- personalmente ho sempre ritenuto fondamentale la coerenza tra parole e fatti.

- nel caso in oggetto, al netto dei commenti-riflessioni che verranno fatte dai relatori TdG sui versetti biblici proposti ai congressisti, ho immediatamente ravvisato una COLOSSALE INCOERENZA tra l’affermazione sull’amore- tema del congresso - e il trattamento che la Torre di Guardia ha riservato e continua a riservare nei confronti di varie migliaia di dissociati o disassociati.

Parlo del fenomeno dell’OSTRACISMO (vedi mio 1° opuscolo pp.18-22), notissimo tra gli addetti ai lavori e, purtroppo, tra le innumerevoli vittime che non hanno affatto sperimentato “l’amore che non viene mai meno”, mentre è normalmente IGNORATO dalla maggior parte della gente comune.

Da quando uscì il libro di Pape (1974) ad oggi sono passati ben 45 anni; sinceramente io non mi capacito del fatto che, ad onta di milioni di pagine cartacee e digitali, di servizi televisivi, inchieste, libri di fuoriusciti uno più interessante dell’altro, testimonianze a non finire di chi ha rivestito posizioni di rilievo (R. Franz docet), gruppi e associazioni pro vittime, siamo ancora a un numero impressionante di seguaci di “Geova”: 8.579.909 nel mondo e 251.502 in Italia (dati forniti dalla Congregazione in occasione dei congressi)

“L’amore non viene mai meno” è indubbiamente una frase bellissima, ma non semplice da interpretare, se non altro perché, come noto, l’amore ha tanti aspetti e tanti oggetti. Ad esempio io in tutta la mia vita ho sempre nutrito un grande amore per la VERITA’; lungi da me l’addentrarmi in un discorso filosofico-sapienziale sulla stessa! L’ho tirata in ballo perché mi consente una semplice osservazione: ne vedo assai poco di amore alla verità nella Congregazione dei TdG. Certo, loro lo proclamano a parole, ma, per favore, stiamo ai FATTI.

anche il più modesto studentello di teologia biblica alle prime armi sa bene che GEOVA non esiste. Non può esistere una realtà sostanziale dietro a un nome artefatto, frutto di miscugli dovuti a errori di scrivani ripetutisi nel tempo, ma poi (agli inizi del 1.900) ampiamente riconosciuti e corretti da studiosi accademici.

“Geova” è semplicemente il risultato delle consonanti di una parola unite alle vocali di un’altra; es. se uniamo le consonanti di “giraffa” alle vocali di “gazzella”, esce “gareffa”. Esiste la gareffa? No; parimenti il nome “Geova” è solo un derivato da un fenomeno analogo: non indica nulla e nessuno! La spiegazione completa anche dal punto di vista esegetico-storico si trova alle pagg.10-12 del mio 1° opuscolo e alle pagg.3-5 del 3°opuscolo. C’è una deduzione logica che mi spiace esprimere, ma è oggettivamente inevitabile. Se Geova non esiste, chi sono i TdG? Sono i “Testimoni del Nulla”. So bene che l’affermazione è pesante, ma forse lo è di più il principio dei TdG di escludere dai loro studi anche i luminari delle scienze laiche e religiose, perché appartengono al “mondo”, termine che designa la massa del genere umano in generale, “che giace nella potenza del malvagio” https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lpi/1954164?q=falsa+religione&p=par#h=3)

il “cavallo di battaglia” dei TdG è stato da sempre “lo studio biblico”, che purtroppo ha attratto molte persone affascinate dalla Bibbia, ma nei cui ambienti non c’era un’offerta analoga.

MA, c’è un grosso MA…Siccome, a partire da Russell (1852-1916) è l’Organizzazione geovista l’unica detentrice della verità di Dio, che parla agli uomini solo attraverso il canale dei TdG, essi possono tranquillamente ignorare studi e interpretazioni delle Scritture fatte nei precedenti 17 secoli e soprattutto possono pubblicare loro traduzioni non firmate (perché il comitato di traduzione è umile e non vuole mettersi in mostra!), nelle quali disattendono i più elementari principi scientifici dell’esegesi biblica. Questo perché, non trovando nelle varie traduzioni in circolazione basi bibliche per certe loro dottrine, necessitavano di una traduzione ad hoc (vedi il mio 3° libretto).

Un altro argomento che ha reso famosi i TdG è il divieto delle emotrasfusioni (nonché, a intermittenza, di altre pratiche mediche), divieto che “sta scritto nella Bibbia”, afferma il padre del giovane malato nel bellissimo film “Il verdetto” uscito un anno fa. Personalmente ne ho parlato nell’articolo pubblicato per l’occasione su “Avvenire” nel novembre scorso, dal titolo: “Perché la Bibbia non proibisce affatto le trasfusioni di sangue”

“L’amore non viene mai meno”

C’è effettivamente nell’esperienza geovista un momento della vita in cui tutti, grandi e piccoli, sperimentano un’affettuosa accoglienza con dimostrazioni di amicizia e simpatia da parte di tutti i membri della congregazione locale: è quello del primo ingresso nel gruppo; è un momento che non manca mai nelle biografie e testimonianze di ex-geovisti. Perchè? Diciamo che è una sorta di “passaggio obbligato” da parte di certi gruppi per fare buona impressione sul possibile adepto; si tratta del famoso “love bombing”, letteralmente “bombardamento d’amore”. Ogni persona è circondata da affetto, gentilezza, attenzione e cortesie; si cerca insomma di produrre nei visitatori la sensazione di aver trovato finalmente un ambiente sano e spontaneo che li valorizza a differenza della società esterna. Lo scopo del l.b. è predisporre una persona ad accettare più facilmente la dottrina che le verrà insegnata. Attenzione, però: il “love bombing” non è a vita! Ne parlo nel mio 8° opuscolo, sulla manipolazione mentale. Sull’argomento suggerisco il libro “Nella setta” di Piccinni e Gazzanni, Fandango ed.

Ma a questo punto credo sia opportuno lasciare la parola a persone che hanno vissuto dall’interno “l’amore che non viene mai meno”.

“Io sono stato testimone di Geova per moltissimi anni. Sono stato battezzato quando avevo 15anni.Uno degli aspetti che mi ha spinto ad abbandonare per sempre la setta di Wachtower era proprio la mancanza di amore. Dopo il” love bombing” non si parlava piú dell'amore cristiano. Puó dirmi qualcuno dove sta l'amore nel considerare morto tuo figlio solo perché non ce la faceva piú a restare nella setta di Wachtower?..........
Una madre dà alla luce un bambino, lo cresce, fa sacrifici per lui, e un giorno l'organizzazione Wachtower la obbliga a considerarlo morto! E per moltissime madri in tutto il mondo i loro figli già sono morti, anche se sono vivi. Perché? Perché?” Lele Longo nel gruppo fb Emarginazione e ostracismo 21-7-19

“Testimoni di Geova: nel nome dell’Amore o dell’odio? Anche fra i tdg ci sono brave persone capaci di amare il prossimo, ma fanno questo non perché sono tdg, ma nonostante il fatto che siano tdg. …..Ad esempio, se aiuti una persona che sta studiando la Bibbia, fai bene; ma se aiuti una persona nel bisogno che non si interessa dei TdG, ti viene detto: ma perché lo fai? Non ha nessun interesse per la verità! Una brava persona aiuta il prossimo a prescindere, ma non è ciò che insegna l’organizzazione. Jane 29-4-19, gruppo citato.

Al termine di un libro molto bello, di cui consiglio la lettura, l’autore, un ex anziano dei TdG, scrive quanto segue: “La conclusione alla quale sono arrivato è che i TdG non hanno la verità. I singoli sono, spesso, persone splendide…Io stesso ho ricevuto tanto grazie alla generosità e all’affetto mostratomi da persone il cui ricordo conservo gelosamente e che riabbraccerei volentieri, se solo me ne fosse data la possibilità. Ma i modi di agire di quell’organizzazione e il dire “ho la verità, sempre”, questo no, ritengo di non poterlo accettare.” (Mirko Mellacca, Ricomincio da qui, pag.131)

CONCLUSIONE. Personalmente, per grazia di Dio, non sono stata TdG; molti mi chiedono perché sto lavorando tanto nel campo delle sette. Rispondo che semplicemente cerco di vivere in concreto “L’amore che non viene mai meno” rivolto con preferenza agli ultimi, alle vittime dell’ignoranza e della violenza, come mi ha insegnato Gesù Cristo, Figlio di Dio, 2° Persona della Trinità. E in questo mi sento compagna di viaggio di tantissimi altri, che operano a favore degli ultimi in varie situazioni e con dei “credo” diversi dai miei.

 

 

Last Updated on Wednesday, 31 July 2019 06:01
 
Il mistero della Trinità
Written by Ileana Mortari   
Sunday, 21 July 2019 10:25

Di tanto in tanto qualcuno, sapendo della mia competenza biblico-teologica, mi chiede di spiegare il dogma della Trinità, le basi bibliche, gli sviluppi storici del dogma, etc. Ho deciso pertanto di pubblicare il seguente mio contributo.

IL  MISTERO  DELLA  TRINITA'

Quello della Trinità è certamente il mistero principale del cristianesimo, la sua “carta di identità”, l’elemento che lo distingue da tutte le altre religioni, sia quelle rivelate dell’Occidente (ebraismo e islam) che quelle “sapienziali” dell’Oriente.

 

Il mistero trinitario è alla base della fede cristiana, eppure paradossalmente, pur se la fede dei primi cristiani di fatto era già trinitaria (cfr.Mt.28,16), il termine stesso Trinità compare solo alla fine del II° secolo d. Cr. con Teofilo di Antiochia, per indicare il mistero del Dio che è ad un tempo Uno e rivelato in tre Persone: Padre Figlio Spirito Santo. La riflessione teologica viene poi ampiamente sviluppata nel IV-V secolo (età dei Padri della Chiesa), ma purtroppo fu pure oggetto di varie controversie.

Si rese così necessaria una definizione del “dogma” trinitario (ricordiamo che il dogma è principio certo e verità inconfutabile da credere e professare per dirsi cristiani); e questo avvenne al Concilio di Nicea (325 d.Cr.), dove si affermò la consustanzialità del Figlio con il Padre, e a quello di Costantinopoli (381 d.Cr.), dove si definì la divinità dello Spirito Santo.

Il traguardo conclusivo fu poi raggiunto ai tempi di S. Tommaso.

 

E davvero nel corso dei secoli lo Spirito Santo ha guidato e guida alla “verità tutta intera” (cfr. Giov.16,13), se consideriamo la ricchezza di approfondimenti e ulteriori comprensioni che ci ha donato sul grande mistero fino all’epoca odierna.

"Credo in un solo Dio"

Questa professione di fede è comune anche agli Ebrei e ai Musulmani; Ma per i cristiani non è sufficiente; noi aggiungiamo: "Padre e Figlio e Spirito Santo". Dio non è solitudine infinita, è comunione di luce e di amore, è vita donata e ricevuta in un eterno dialogo tra il Padre e il Figlio nello Spirito Santo.

E’ la storia di Gesù che ci porta alla sorprendente scoperta che Dio non è solitario, ma è comunione; lo si vede al Battesimo del Signore, quando, mentre Egli prega, scende su di Lui lo Spirito come colomba e si ode la voce di Dio Padre.

 

Specie nel vangelo di Giovanni, il Nazareno apre vari squarci su questo mistero nei bellissimi “discorsi di addio” dei capp.13-17, dai quali emerge ad un tempo l’uguaglianza e la differenza delle tre Persone. Così in 15,15 leggiamo: “Tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi”: Gesù è la pienezza della Rivelazione, ma a sua volta ha ricevuto tutto dal Padre; 16,15: Gesù dice del Padre: “Tutto quello che il Padre possiede è mio”; 16,16: Gesù dice dello Spirito: “Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà”.

 

In Giov.16,14-15 viene ripetuta la strettissima consonanza che c’è tra il Padre e il Figlio da un lato e tra il Figlio e lo Spirito dall’altro. Il Figlio partecipa a “ciò che è del Padre” (v.15), e l’azione dello Spirito consiste nella comunicazione di “ciò che è di” Gesù (vv.14 e 15). Allora, come Gesù ha rivelato il Padre, così lo Spirito rivela il Figlio, permettendo il riconoscimento della sua opera come proveniente dal Padre.

 

Dunque c’è uguaglianza nelle tre Persone. Ma nello stesso tempo c’è differenza all’interno della Trinità e diversi sono i ruoli delle tre Persone nei confronti degli uomini.

 

“Dio è amore” è la grande rivelazione del 4° vangelo. Ora, che cos’è l’amore? Una unione di persone, di cuori, ma nello stesso tempo è un’unione di “differenze”: i due che si amano si arricchiscono reciprocamente delle loro differenze.

 

DIO E' PADRE - proprio come il padre che tutti noi conosciamo: punto di riferimento certo, persona cui rivolgersi in ogni difficoltà, e del cui amore per noi non possiamo minimamente dubitare; proviamo a ripetere con calma, e pensandoci, il "Padre nostro".

Il Padre è più grande di me” (Gv.14,28). Il Padre è più grande perché tutto quanto avviene proviene da Lui e da Lui viene condotto al fine, anche l’invio del Figlio e la sua glorificazione; e tutto il ministero di Gesù non tende ad altro che a far conoscere il Padre (cfr. Giov.1,18) e a glorificarlo.

DIO E' FIGLIO - cioè è il Verbo in cui tutto è stato creato; è la Parola di vita, che ha detto di se stesso "Io sono la via, la verità, la vita" (Giov.14,6); è Colui che ci rivela il Padre e il Suo immenso amore.

DIO E' SPIRITO – quello Spirito che Gesù morendo ha donato agli uomini e che ci fa capire, approfondire e attualizzare tutto quello che ha detto Gesù, il Figlio; ciascuno di noi l'ha ricevuto nei Sacramenti del Battesimo e della Cresima; da allora è nostro Ospite, ma quanto Lo conosciamo? quanto ne avvertiamo la presenza?

Lo Spirito, che il Padre invia tramite il Figlio, è Colui che “insegna ogni cosa” e “ricorda tutto ciò che Gesù ha detto”; cioè fa comprendere il senso e la portata delle parole di Gesù, permette di interiorizzarle e di attualizzarle in ogni tempo.

E’ grazie al dono dello Spirito che lo stesso evangelista Giovanni ha potuto percepire la profondità della Persona e del messaggio di Gesù, che costituiscono l’oggetto del suo racconto, e la straordinaria possibilità che ci descrive in questa pagina: “Se uno mi ama……il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. (v.23)

 

S. Agostino scrive suggestivamente nel suo “De Trinitate”, che rappresenta il punto di arrivo della speculazione trinitaria dei Padri della chiesa: “Dio Padre, nel pensare, genera interiormente la propria sapienza, o Verbo. Ma è soprattutto una relazione di amore che lega la mente pensante al suo Logos. Allora, se vedi la carità, tu vedi la Trinità. Il Padre è donazione infinita senza riserve, il Figlio è accoglienza attiva, lo Spirito è perfetta unità di colui che dona e di colui che accoglie. Sono tre: l’Amante, l’Amato, l’Amore.”

 

S.Caterina da Siena (XIV° sec.): “Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo; e quanto più trovo, più cresce in me la sete di cercarti….Ho visto che sono tua immagine per quella intelligenza che mi viene donata dalla tua potenza, o Padre eterno, e dalla tua sapienza, che viene dal tuo Unigenito Figlio. Lo Spirito Santo, poi, mi ha dato la volontà con cui posso amarti”.

 

Arrivando al XX° secolo, leggiamo in “Sulla Pentecoste” di Yves Congar, uno dei “padri” del Concilio Vaticano II°:

 

“La rivelazione ci mostra Dio Padre che crea tutte le cose e si inserisce sempre più profondamente nella sua creazione, e dona sempre più profondamente se stesso, per far partecipare l’uomo alla sua vita….Ma, quando si tratta di portare agli uomini una rivelazione e una salvezza, il Figlio è inviato e pertanto impegnato personalmente…Poi, quando si tratta di far appropriare e rendere interiori negli uomini la rivelazione e la salvezza del Figlio, lo Spirito Santo è inviato e pertanto personalmente impegnato nell’opera di Dio.” “Il Padre è come il braccio (forza, origine del movimento); il Figlio è come la mano; lo Spirito Santo è come le dita che modellano in noi l’immagine di Dio”.

 

Possiamo ancora considerare che nessuna delle tre Persone supera le altre in eternità, perfezione, potere. Tuttavia il Padre è il 1° perché dona e non riceve, il Figlio è il 2° perché riceve dal Padre, lo Spirito è il 3° perché procede dal Padre attraverso il Figlio. Vivono l’uno per l’altro, l’uno con l’altro, l’uno nell’altro, in perfetta unità e reciprocità dinamica. Ciascuno è se stesso in quanto tutto rivolto agli altri e si compenetra con essi in uno slancio inesauribile di vita, che esce eternamente dal Padre e al Padre eternamente si volge. (Cfr. Catechismo degli Adulti, p.176)

 

“Come tre soli, ciascuno è contenuto nell’altro, così che c’è una sola luce, data l’intima compenetrazione” (S. Giovanni Damasceno, 8° sec. d. Cr.)

 

Certo, si deve sempre ricordare che ci troviamo di fronte a un mistero; d’altronde è vero che “L’ultimo passo della ragione è riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano…” (Pascal). E tuttavia il “mistero di Dio non è un muro contro cui l’intelligenza si infrange, ma un oceano dove l’intelligenza si perde” (Gustave Thibon).

“La Trinità: modello di vita autentica”

Se Dio si realizza nella comunione, è così anche per noi uomini. In principio Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza». L'uomo è creato non solo a immagine di Dio, ma ancor meglio a immagine della Trinità. Davanti alla Trinità comprendiamo perché la solitudine fa paura: è contro la nostra natura.

PAPA FRANCESCO cinque anni fa nella Domenica della Trinità (2013) disse: Il nostro Dio è AMORE. Non è un amore sentimentale, emotivo, ma l’amore del Padre, che è all’origine di ogni vita, l’amore del Figlio che muore sulla croce e risorge, l’amore dello Spirito che rinnova l’uomo e il mondo……La Santissima Trinità non è il prodotto di ragionamenti umani; è il volto con cui Dio stesso si è rivelato.

Dio ha sempre camminato con il suo popolo Israele; Gesù ha camminato sempre con noi e ci ha promesso lo Spirito Santo che è fuoco, che ci insegna tutto quello che non sappiamo, che dentro di noi ci guida, ci dà delle buone idee e delle buone ispirazioni.

 

CONCLUDENDO, possiamo dire con Mons. Cosmo Ruppi: “La Trinità è un mistero, ma è anche fonte della nostra gioia. Dalla comunione trinitaria nasce anche la comunione della Chiesa, la comunione dei cristiani. Questo mistero noi non l’avremmo mai conosciuto se non l’avesse rivelato Gesù stesso: veniamo dalla Trinità e andiamo verso la beatitudine celeste, in cui non ci porremo le domande di oggi, ma godremo della visione di Dio non più come in uno specchio, ma faccia a faccia. Questa è la nostra fede, questa è la nostra speranza!”

 

 

Ileana Mortari

 

 

 

 

Last Updated on Sunday, 21 July 2019 10:36
 
« StartPrev12NextEnd »

Page 1 of 2

I piu' letti


Powered by Joomla!. Designed by: business hosting virtual private server Valid XHTML and CSS.